Al dente 87: Giornata mondiale della terra, poste, week-end nel Giura (22 aprile 2016)

Ciao a tutti da Francesca che vi parla sul podcast “Al dente!” Oggi è il 22 aprile e i nostri temi sono questi: cominceremo parlando della Giornata mondiale della Terra; poi vi dirò qualcosa sulle Poste italiane e su quelle svizzere; infine vi parlerò del mio fine settimana nel Giura.
Bene, cominciamo subito e buon ascolto!

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Cari ascoltatori, avete già sentito parlare dell’Earth Day, la Giornata della Terra? Si tratta della manifestazione ambientale più grande del mondo, a cui partecipano ben 192 Paesi. È nata 46 anni fa come movimento universitario per sensibilizzare la gente sui problemi ecologici e sulla necessità della protezione della natura: l’inquinamento [1] di aria, acqua e terreno, le minacce alla biodiversità, la distruzione delle foreste, ecc. Era il 1969 e si era verificato un terribile incidente in seguito alla fuoriuscita di petrolio da un pozzo nel mare, nei pressi di Santa Barbara, in California. L’anno successivo, 20 milioni di cittadini americani avevano partecipato a una grande manifestazione in difesa del pianeta. Da quel lontano 22 aprile 1970, l’organizzazione si è data da fare [2] in più campi, con numerose iniziative di carattere ambientale.
Una di queste è stata, nel 1990, la scalata al monte Everest da parte di alcuni alpinisti americani, cinesi e sovietici: la squadra [3] raccolse e trasportò a valle [4] oltre 2 tonnellate di rifiuti che precedenti missioni avevano abbandonato per strada.
E poi, dal 2000, Internet ha reso globale la manifestazione, raggiungendo milioni di persone in tutto il mondo.
Anche quest’anno in Italia, tra il 22 e il 25 aprile, ci saranno diverse iniziative in tutta la Penisola. Ad esempio a Cefalù, la splendida località siciliana sul mare, saranno liberate sulla spiaggia delle piccole tartarughe marine. Altri appuntamenti sono previsti a Roma, Napoli, in Puglia, in Toscana, per parlare di ambiente, presentare mostre fotografiche, piantare alberi; sarà possibile assistere a concerti, partecipare a eventi sportivi, e soprattutto riflettere sul nostro bene più prezioso: perché la Terra non sia solamente l’argomento di un paio di giorni, ma resti in primo piano per tutto l’anno.

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Quanto tempo impiega ad arrivare a destinazione una comune lettera in Italia, ve lo siete mai chiesti? Poste Italiane parlano di un tempo di consegna entro 4 giorni lavorativi nel 90% dei casi e di 6 giorni lavorativi nel 98% dei casi. Questo vuol dire che se io spedisco una lettera diciamo un mercoledì, devo aspettarmi che arrivi il lunedì o al più tardi il mercoledì successivi. Per gli invii in Europa, Poste Italiane garantiscono per l’85% dei casi la consegna in 8 giorni lavorativi (esclusi sabato e festivi). Eh, non è granché, lo so. Dei giornalisti italiani, tempo fa, hanno voluto fare una prova: hanno spedito 10 fra lettere e cartoline da Sud e da Nord verso la redazione del loro giornale che si trova a Roma. Allora, quante sono arrivate in tempo secondo voi? Non è andata molto bene: solo la metà della posta è arrivata entro i tempi promessi o con un piccolo ritardo. Le altre 5 lettere o cartoline, invece, dopo 3 settimane di attesa non erano ancora arrivate.

Ma perché?
Ci sono molti elementi che concorrono a determinare la qualità del servizio: il postino, gli operai dei centri di smistamento [5], la manutenzione dei complessi macchinari e poi la distribuzione su aerei e furgoni che viaggiano in tutti i luoghi del Paese.
Ogni giorno vengono trattati circa 1 milione di chili di corrispondenza, il che fa più o meno 15 milioni di pezzi, tra pacchi, lettere, cartoline. Per controllare i tempi di consegna esiste una rete di 450 persone che ricevono e spediscono ogni giorno delle lettere. Secondo l’inchiesta fatta dal giornale, però, il controllo non è ben fatto, ma viene in un certo modo manipolato: le lettere che dovrebbero rivelare la puntualità del servizio sarebbero trattate in modo preferenziale, arrivano cioè prima rispetto alle altre lettere. Quindi le percentuali fornite da Poste Italiane non sono veritiere [6]!
Sentite ora cos’è successo a me ultimamente.
Una mia amica mi scrive due lettere da Roma. Data del timbro postale: 17 e 19 febbraio. Mi arrivano rispettivamente il 29 febbraio e il 4 marzo. E qui ci siamo, sono più o meno i tempi promessi dalle Poste. Un’altra amica, invece, mi spedisce una cartolina da Milano il 15 marzo scorso. Ad oggi, dopo un mese, non è ancora arrivata. Arriverà mai? Chissà. Leggendo qua e là ho trovato notizie ancora peggiori: ci sono lettere prioritarie arrivate 9 anni dopo, lettere ordinarie che hanno addirittura impiegato 17 anni per fare poche decine di chilometri. Una cartolina spedita dal mare nel 1981 è arrivata 31 anni dopo… Ah, quella italiana è proprio una posta lumaca [7].
Eh già, qui in Svizzera le Poste sono tutt’altra cosa, direte voi. È vero, sono d’accordo. Ma… non sempre. Marina, un’amica che abita vicino a Berna, tre settimane fa mi ha spedito un biglietto, dipinto [8] a mano da lei.
«Ti è arrivato?» mi chiede per telefono tre giorni dopo.
«No» rispondo io «Ma lo hai spedito per posta economica?»
«No, prioritaria» mi risponde lei.
20160422 I Miniatura«Strano», le dico «di solito arriva sempre il giorno dopo…» e mi metto in attesa del biglietto che immagino bellissimo, come tutte le cose che dipinge lei. Passano i giorni… una settimana… Niente.
«Ma hai sbagliato indirizzo?» le chiedo ancora per telefono.
«Ma no…» mi risponde «Davvero non capisco che cosa potrebbe essere successo.»
Poi mi viene in mente una cosa, dato che la mia amica è… piuttosto creativa e, diciamo, originale.
«Marina, scusa, ma… come l’hai scritto, l’indirizzo?»
«In calligrafia onciale, perché?»
«Onciale?» chiedo io sbalordita.
«Sì, è una bellissima calligrafia medievale.»
«Santo cielo, Marina… Allora è chiaro… le macchine moderne non sanno mica “leggere” le grafie antiche…»
«Oh, che peccato… non ci avevo pensato… Vabbè, ne dipingo un altro e te lo rimando…»
«D’accordo, ma per favore… scrivi l’indirizzo in stampatello!»
Eh già. Ultimamente ho un po’ di sfortuna io con la posta. Chissà dov’è il mio bellissimo biglietto dipinto. Magari è in attesa di un esperto calligrafo che lo possa decifrare. Io resto comunque fiduciosa e ogni giorno apro la cassetta della posta sperando che sia arrivato…

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St-UrsanneA volte basta poco per cambiare aria [9]. Bastano un centinaio di chilometri o poco più per trovarsi in un ambiente completamente diverso. È quello che ho fatto lo scorso fine settimana. Da tanto tempo io e il mio compagno volevamo andare nel Giura, ma entrava sempre qualcosa in mezzo… Stavolta ce l’abbiamo fatta. Luca, nostro figlio, è andato da un suo amico e noi due siamo partiti sabato mattina, insieme al nostro cane Giada. Prima tappa [10]: un bosco.
«Eccoci qua, adesso vieni a vedere» mi dice il mio compagno fermando l’auto ai margini della strada.
«Nel bosco?» chiedo io perplessa.
«Fidati [11]» mi dice lui. Cominciamo a salire, il sentiero è molto ripido [12]. Arriviamo a una parete [13] di roccia, dove due alpinisti si preparano a salire.
«Ecco, vieni qua, attenta… Vedi quella cosa, là?» mi chiede. «Sai cos’è?»
Poco più in là, in effetti vedo una strana forma scavata, di quasi mezzo metro di diametro.
«Ehm, veramente no. Che cos’è?»
«Dove siamo, Francesca?»
«Eh, dove siamo… nel Giura!»
«Esatto. Questa è l’impronta [14] di un dinosauro!»
«Santo cielo, come in Jurassic Park!» esclamo io allora. Che emozione!
MorimontProseguiamo in auto e dopo pochi chilometri arriviamo a Saint-Ursanne. Un paesino medievale delizioso e tranquillo, poca gente in giro. Proseguiamo per Porrentruy: qui la città è vivacissima, c’è un mercato pieno di gente. In alto vediamo un castello; seguiamo le indicazioni e arriviamo a un portone. Una scritta dice che dobbiamo entrare qui. Strano, perché il castello è molto più in alto. Saliamo delle scale e poi prendiamo un ascensore. E all’uscita… fantastico! Siamo nel mezzo della corte del castello, con un panorama che domina la città sottostante [15] e la campagna.
Dopo aver visitato la città (e aver mangiato un’ottima torta salata al formaggio), proseguiamo per il nostro albergo. Varchiamo [16] il confine francese e ci troviamo in aperta campagna. L’albergo è una casa dell’Ottocento [17], restaurata con attenzione ai materiali antichi, proprio come piace a me. Facciamo una passeggiata lì vicino e arriviamo alle rovine del castello medievale di Morimont. Un’atmosfera che non vi dico… la campagna è davvero bella e ci sono centinaia di uccelli che cantano melodiosi.
La sera, dopo una cena semplice ma gustosa in albergo, il mio compagno esce ancora con Giada. Poi mi sento chiamare: «Vieni, vieni fuori a vedere. C’è uno spettacolo che non devi perdere.»
Allora lo seguo e… Nel silenzio della natura, lontano dalle luci della città, il cielo è tutto acceso [18] di stelle. E con gli occhi illuminati da tanto splendore, ci perdiamo in mille costellazioni.

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Bene, eccoci alla fine della puntata. A causa del ponte dell’Ascensione, questa volta vi do appuntamento a lunedì 9 maggio su www.podclub.ch o sulla app. Per ripetere le parole nuove di questa puntata, potete usare il Trainer di vocaboli. La prossima volta vi parlerò di come le potenzialità del turismo vengono poco sfruttate in Italia. Un saluto da Francesca e a presto!


[1] (l’) inquinamento: alterazione dell’equilibrio ambientale provocata da attività umane
[2] darsi da fare: lavorare attivamente
[3] (la) squadra: gruppo organizzato di persone
[4] (la) valle: zona in basso tra due montagne
[5] (lo) smistamento: suddivisione e selezione
[6] veritiero: che corrisponde a verità
[7] (la) lumaca: piccolo mollusco terrestre molto lento
[8] dipingere: decorare con colori
[9] cambiare aria: cambiare ambiente
[10] (la) tappa: fermata
[11] fidarsi: avere fiducia, credere
[12] ripido: in forte pendenza, difficile da salire
[13] (la) parete: lato ripido di una montagna
[14] (l’) impronta: traccia che si lascia facendo pressione su una superficie
[15] sottostante: che si trova sotto
[16] varcare: superare
[17] (l’) Ottocento: il secolo XIX
[18] acceso: illuminato