Al dente 88: Turismo in Italia, non è mai troppo tardi e weekend a Roma (9 maggio 2016)

Ciao a tutti, sono Francesca e questo è il podcast “Al dente!” È il 9 maggio e oggi vi parlerò di come in Italia viene poco sfruttata quell’enorme risorsa che è il turismo; poi vi dirò qualcosa su quanto è importante non perdere la speranza quando vogliamo fare qualcosa di nuovo: sì, perché non è mai troppo tardi. E infine racconterò il mio ultimo fine settimana a Roma.
Allora, auguro a tutti buon ascolto!

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L’Italia è il Paese che possiede il maggior numero di siti Unesco, dichiarati cioè patrimonio dell’Umanità: ad oggi sono 51, più due del Vaticano. Per fare un confronto, in Cina ce ne sono 48, in Spagna 44, in Francia 41, 40 in Germania; nel Regno Unito sono 29, negli Stati Uniti 23, e così via.
Ma come è gestita questa “Grande Bellezza”?
Quanto ricaviamo dal turismo in termini di entrate e di occupazione?
Alcuni anni fa un ministro italiano disse: “Con la cultura non si mangia” e voleva dire che la cultura è una cosa che non rende soldi, non crea ricchezza. In effetti, per come in Italia viene gestito il patrimonio culturale, quel ministro purtroppo aveva ragione. Ma nella sostanza la sua affermazione era di un’ignoranza paurosa. Perché in altri Paesi con la cultura si mangia, eccome: Stati Uniti, Cina, Germania, Gran Bretagna, Giappone e Francia ricavano dall’industria turistica molto più di noi, sia dal punto di vista delle persone impiegate che da quello dei soldi ricavati.
Ultimamente il numero di turisti che visitano l’Italia è sì aumentato [1], ma in genere restano solo pochissimi giorni (in media 3,6). Quindi si tratta di un turismo “mordi e fuggi [2]”, di bassa qualità: inoltre, se 15 anni fa ogni visitatore spendeva in media circa 1000 euro a vacanza, oggi siamo sotto i 700.
Per quanto riguarda l’occupazione, le persone che lavorano nel settore del turismo in Italia sono circa un milione. Tanti? Non direi, visto che in Germania, solo per fare un confronto, sono più di 3 milioni.
Ma cosa c’è, allora, che non va?
Come viene organizzato il turismo? E la qualità dei servizi offerti è all’altezza della situazione [3]? E perché, nonostante in Italia ci sia un patrimonio incredibile di arte, monumenti, bellezze naturali, tutto questo non riesce a rendere come potrebbe e dovrebbe? Probabilmente uno dei problemi principali è questo: ci sono troppe persone che ancora pensano che la cultura sia un qualcosa di superfluo, inutile, che non vale la pena [4] di prendere sul serio e valorizzare.

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“Non è mai troppo tardi” è una frase che in Italia è molto famosa. Sapete perché? Era questo il titolo di una fortunatissima trasmissione della RAI, Radiotelevisione Italiana, andata in onda [5] tra il 1960 e il 1968, per permettere agli adulti analfabeti di imparare a leggere e scrivere. Era un programma molto innovativo: si trattava di vere e proprie lezioni a classi di adulti con tecniche d’insegnamento moderne che utilizzavano filmati, registrazioni, e un maestro che disegnava su grandi fogli di carta schemi e schizzi per spiegare in modo pratico.
Il maestro in questione era Alberto Manzi, docente e pedagogista di grande valore.
In quegli 8 anni circa un milione e mezzo di persone ha imparato a leggere e scrivere e molti di loro hanno conseguito la licenza elementare [6].
Il programma ha avuto un successo internazionale e oltre 70 altri Paesi hanno seguito l’esempio creando trasmissioni simili.
Eh già, cari ascoltatori, non è mai troppo tardi per imparare qualcosa, per iniziare un progetto o per portarlo a termine. Ne sa qualcosa la mia amica Lisa.
Più di 20 anni fa frequentava l’Università a Siena, facoltà di Lettere, corso di laurea in filologia romanza [7]. Aveva dato 17 dei 20 esami previsti e la tesi [8] era quasi pronta.
Ma poi, a 26 anni improvvisamente aveva abbandonato tutto per lavorare… Fino a un paio di anni fa. Un giorno infatti ha sentito il bisogno di portare a termine quanto iniziato e lasciato in sospeso. E la scorsa settimana ce l’ha fatta! Sentite com’è andata.
Emozionatissima, e da sola, al mattino va all’Università per la cerimonia della consegna dei diplomi della laurea triennale [9]; 70 laureandi [10] in tutto, ognuno dei quali, da bravo italiano, aveva portato con sé almeno 4 o 5 parenti: la nonna, il nonno, la sorella con i bambini, la mamma, il babbo, il fratello… Insomma una marea di persone, come allo stadio, che impedivano l’accesso dei laureandi veri e propri all’aula magna! A un certo punto una ragazza alza in aria il volume della sua tesi e grida: “Laureandi! Fate passare i laureandi!” Così tra la gente si forma un corridoio per permettere a tutti i candidati di entrare nell’aula magna. Anche Lisa allora si fa strada attraverso la folla [11]. A questo punto, una donna che aveva più o meno la stessa età di Lisa, la guarda accigliata [12] e le fa: «Eh no, signora, eh, Lei dove va? Solo i laureandi possono entrare!» Al che Lisa, ridendo, le risponde: «O signora, non ci crede? Vuole vedere la mia tesi?!»
Eh beh, no, non è mai troppo tardi, verissimo. E Lisa ha ottenuto non solo il suo agognato [13] diploma, ma ha ricevuto addirittura il voto più alto della sua sessione, 110 su 110!
Bravissima, amica mia, ben fatto! E ora avanti con la laurea magistrale [14]!

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RomaCari amici, ultimamente sono un po’ “girellona [15]”, vero? Questa volta sono andata a Roma insieme a Giulia, la mia amica siciliana. Qualcuno di voi si ricorda di lei? Nella puntata n. 58 avete ascoltato un’intervista in cui Giulia vi ha parlato un po’ di sé. In realtà noi due siamo andate a Roma per motivi di lavoro… Ma naturalmente abbiamo unito l’utile al dilettevole [16], cioè il dovere al piacere. Il tempo era bellissimo e così la sera abbiamo potuto passeggiare in centro, vedere i bellissimi monumenti e anche fare un po’ di spese per rinnovare il nostro guardaroba primaverile. Adesso non posso raccontarvi tutto per filo e per segno [17]… perché è stato un fine settimana molto intenso!
Per cominciare siamo state a Piazza Navona e proprio qui abbiamo ammirato la bellissima fontana di Trevi, quella del film “La dolce vita” di Fellini; ricordate la famosissima scena di Anita Eckberg che fa il bagno di notte? Poi siamo state al Pantheon, il tempio romano trasformato in chiesa cristiana: nella piazza davanti c’erano tantissimi turisti; dato che faceva caldo, abbiamo mangiato un gelato delizioso. Il nostro albergo si trovava vicino a Piazza del Castel Sant' AngeloPopolo, dove ancora oggi si può ammirare un alto obelisco egiziano. La zona è chiusa al traffico e perciò è molto tranquilla. Da qui poi abbiamo preso la metropolitana e in soli 10 minuti siamo arrivate a Piazza di Spagna. Non potevamo mancare naturalmente la famosa Via Condotti, dove si trovano i negozi più chic della città. No, qui non abbiamo comprato nulla! Troppo caro per noi!
«Guarda, Francesca, che bello quel vestito di Dolce e Gabbana!» mi dice Giulia, ammirando un modello esclusivo.
«Sì, è molto originale, ma… guarda il prezzo: 7.400 euro!»
«E hai visto le scarpe… e la borsa? Costano un patrimonio!»
Eh, quanti colori, e quante belle cose… La mattina, prima di ripartire per la Svizzera, siamo anche andate a passeggiare vicino a Castel Sant’Angelo, detto anche Mausoleo di Adriano, che è vicino alla Stazione Termini. Purtroppo il tempo è volato in un attimo… Oh oh, ma… che cosa vi ho detto… nella fretta di raccontarvi il mio viaggio ho fatto un po’ di confusione! Scusate! Ora che ci ripenso, ci sono tre errori nel mio racconto, ma che sciocca! Allora, sapete che cosa dovete fare? Prendete una cartina di Roma e guardatela con attenzione: sono sicura che troverete i tre errori. Se ci riuscite, allora per favore scrivete la soluzione su www.podclub.ch… Scusate, eh, scusate ancora! Ma dove ho la testa…?

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Cari ascoltatori, eccoci arrivati alla fine della puntata. Ci ritroviamo qui fra meno di due settimane su www.podclub.ch o sulla nostra app. Non dimenticate di studiare le parole nuove con il Trainer di vocaboli. E anche di scrivere i tre errori che compaiono sul racconto del mio viaggio a Roma! La prossima volta vi parlerò di mode linguistiche.
Un saluto da Francesca e a presto!


[1] aumentare: crescere, diventare più grande
[2] mordi e fuggi: in modo velocissimo, frettoloso
[3] essere all’altezza: essere allo stesso livello
[4] valere la pena: essere adeguato, proporzionato al costo o allo sforzo
[5] andato in onda: trasmesso alla TV o alla radio
[6] (la) licenza elementare: il diploma della scuola primaria
[7] (la) filologia romanza: disciplina che studia le lingue e le antiche letterature romanze (derivate dal latino)
[8] (la) tesi: il lavoro scritto finale per ottenere il diploma di laurea all’Università
[9] triennale: che dura tre anni
[10] (il) laureando: la persona che sta per fare l’esame di laurea
[11] (la) folla: grande numero di persone insieme
[12] accigliato: scuro in viso, un po’ arrabbiato
[13] agognato: desiderato con forza
[14] (la) laurea magistrale: titolo accademico di secondo livello
[15] girellone: vagabondo, che ama andare in giro, senza lavorare
[16] (il) dilettevole: le cose piacevoli
[17] per filo e per segno: in dettaglio

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Charly 11-05-2016 17:52
1. La Fontana di Trevi non si trova alla Piazza Navona.

2. Della Piazza del Popolo alla Piazza Spagna hai bisogno di solamente 8 minuti a piedi e la metro parta molto vicino della Piazzale Flaminio e c’è solamente una stazione con la metro. Non vuoi 10 minuti con al metro.

3. La stazione Termini si trova alla Piazza dei Cinquecento e non vicino a Castel Sant’Angelo.
Maddalena 10-05-2016 19:12
1 La Fontana di Trevi si trova a Piazza di Trevi (tre vie) e non a Piazza Navona.

2 La Piazza del Popolo e la Piazza Spagna sono abbastanza vicine. La strada di comunicazione è la Via del Babuino. Si pouò arrivare benissimo a piedi. Prendendo la metropolitana, non penso che ci vuole 10 minuti.

3 Il Castel Sant'Angelo si trova direttamente al fiume Tevere. La Stazione Termine è più lontano.

Un caro saluto, Maddalena
Elisabetta 09-05-2016 16:28
la Fontana di Trevi non è nella Piazza Navona
dalla Piazza del Popolo non si prende neanche 10 minuti
per arrivare alla Piazza di Spagna
Castel s. Angelo non è alla stazione Termini
Saluti Elisabetta