Al dente 90: Vespa, bikini e San Galgano (3 giugno 2016)

Ciao a tutti! Io sono Francesca e questo è il podcast “Al dente!” Oggi è il 3 giugno e vi parlerò di due anniversari: sono infatti passati 70 anni da quando sono usciti sul mercato due prodotti molto originali, che hanno fatto sognare intere generazioni: la Vespa e il bikini. E per finire vi racconterò una storia che ha il sapore della leggenda: quella di un santo senese di nome Galgano.
Allora, auguro a tutti un buon ascolto!

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È il 23 aprile 1946, quando Enrico Piaggio brevetta [1] la Vespa, su progetto dell’ingegnere Corradino d’Ascanio. Cosa già di per sé strana, perché D’Ascanio era un ingegnere aeronautico che progettava elicotteri e in realtà odiava le motociclette, dato che per lui erano molto scomode. Ma proprio per questo Piaggio decise di rivolgersi a lui: voleva infatti qualcosa di molto innovativo, mai visto. E infatti D’Ascanio progetta una moto completamente diversa dalle altre: tanto per cominciare, sposta il cambio [2] sul manubrio [3] e collega il motore alla ruota posteriore [4]. Inoltre copre il motore con una struttura in metallo per evitare le macchie di olio sui pantaloni, e aggiunge una ruota di scorta [5]. Infine, progetta la posizione di guida sul modello di una persona seduta comodamente su una poltrona. E il nome? Da cosa deriva, vi chiederete. Non si sa esattamente, ma sembra che Piaggio, la prima volta che sentì il rumore del motore, abbia esclamato: “Sembra proprio una vespa!”
I primi esemplari in vendita costavano 68.000 lire, cioè l’equivalente di alcuni mesi di stipendio [6] di un impiegato. Si comincia con 50 esemplari, poi si passa a 2500 e il successo è iniziato: lo scooter si può comprare a rate e così diventa alla portata di tutti. Nel 1953 vengono venduti circa mezzo milione di esemplari, nel ’56 sono un milione.
Il successo diventa internazionale: vengono creati stabilimenti in vari paesi d’Europa e perfino in Brasile e in India. Perché la Vespa è funzionale e bella, indifferente alle mode, tanto che se andate a visitare il MoMa a New York in una sala potrete ammirare un modello del 1955.
E che dire poi del cinema… Chi non ricorda le scene di Vacanze Romane, Gregory Peck e Audrey Hepburn in sella [7] alla Vespa in giro per Roma nell’estate del 1953?
Dagli anni ’60 in poi, la Vespa diventa lo scooter dei giovani e si colora di bianco, rosso e azzurro. Viene creato anche il modello 50, che si può guidare già a 14 anni e senza patente. E così di decennio in decennio continua il suo successo… Fino ad oggi.
E voi, cari amici, siete mai saliti su una Vespa? Sì? Allora lasciate un messaggio su www.podclub.ch!

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Continuiamo parlando di un altro anniversario, anche questo notevole per la rivoluzione del nostro modo di vivere. Mi riferisco al bikini, che il prossimo 5 luglio festeggerà i 70 anni. Infatti è stato proprio all’inizio dell’estate del 1946 che il sarto francese Louis Réard ha messo in vendita il primo costume da bagno in due pezzi. Il bikini, appunto: dal nome dell’atollo in cui all’epoca venivano condotti esperimenti nucleari; quindi un costume dall’impatto… esplosivo. Eh sì, 70 anni fa, ci pensate? Nessuna modella voleva posare con un costume così piccolo e scabroso [8]… All’inizio non fu per niente facile diffonderlo. È grazie al cinema e ad attrici come Brigitte Bardot (siamo nel 1958) che il costume comincia ad avere un successo inarrestabile, fino ai giorni nostri.
Beh, ma perché ce ne parli qui, Francesca, su un podcast d’italiano, vi domanderete voi. Eh, cari ascoltatori, un motivo c’è. Perché il bikini non è veramente nato 70 anni fa, ma molto prima. Qualcuno di voi ha fatto un viaggio in Sicilia? Sì? E per caso siete stati a visitare la famosa villa romana che si trova a una trentina di chilometri dalla città di Enna? Sui pavimenti di questa ricchissima villa del III-IV secolo dopo Cristo si possono ancora oggi ammirare dei bellissimi mosaici colorati per un’estensione di oltre 3500 metri quadrati... Pensate che sono stati usati 21 tipi di pietre di colore diverso e 16 tipi di tessere in vetro, anche queste di diverso colore. Un monumento unico al mondo, e infatti dal 1997 questo grandioso complesso di edifici fa parte del patrimonio Unesco. Bene, tra questi mosaici che riproducono scene di circo, caccia, leggende varie, se ne può osservare uno che riproduce otto ragazze che giocano a palla, corrono, fanno ginnastica e partecipano a gare sportive. E sapete come sono vestite? Hanno soltanto delle mutandine e una fascia di stoffa che copre il seno. Praticamente… sono in bikini, un indumento [9] praticissimo che non ostacola [10] i loro movimenti e permette di giocare e fare sport in libertà e allegria. Tutto questo circa 1700 anni fa.
Allora, se andate in Sicilia la prossima volta, non perdetevi questa meraviglia. Oh, ma non vi ho detto il nome di questa famosa villa romana… Vediamo se lo scoprite da soli! E in questo caso, per favore, scrivetelo sul nostro sito web. Grazie mille!

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20160603 I Abbazia di San GalganoCi sono leggende che superano i secoli e arrivano fino a noi ancora piene di fascino e mistero. Ce ne sono altre invece che non tutti conoscono. Eccomi qui a raccontarvene una sicuramente affascinante che mi è tornata in mente quando sono andata l’ultima volta a visitare un luogo molto speciale vicino a Siena: l’Abbazia di San Galgano.
Siamo alla metà del XII secolo, tra il 1148 e il 1152 quando a Chiusdino, un paese a una trentina di chilometri da Siena, nasce un certo Galgano, figlio di Guidotto e Dionigia, nobili della zona. Si sa veramente poco della sua vita; secondo la tradizione era un giovane cavaliere che passava i suoi giorni fra violenze, vino e donne.
A un certo punto di questa sua vita fatta di disordine e lussuria [11], Galgano ha una visione: l’Arcangelo Michele gli appare e gli dice che… beh, insomma, è il momento di cambiar vita. Galgano non prende sul serio [12] la cosa e continua a fare la vita di sempre. 20160603 I San GalganoAllora avviene una seconda visione, in cui l’arcangelo lo invita a seguirlo. Passano sopra un ponte e arrivano a un bellissimo prato pieno di fiori profumati. Il posto si chiama Montesiepi. E qui, sempre secondo la leggenda, avviene la conversione [13] di Galgano, che decide di cambiare completamente vita. Nel luogo, che al tempo era circondato da paludi [14], non c’era legname per costruire una croce: allora Galgano prende la sua spada e la infila nella fessura [15] di una roccia. In tal modo la spada da simbolo di morte e violenza diventa un simbolo di pace. In questo luogo Galgano costruisce una capanna e passa l’ultimo anno della sua breve [16] vita; muore a circa 30 anni e forse viene sepolto sotto la stessa spada.
Singolare [17] questa leggenda, e singolare anche se pensiamo a leggende simili. Se consideriamo infatti la leggenda di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda, abbiamo anche qui la roccia e la spada: solo che Re Artù estrae [18] la spada dalla roccia per andare a combattere; invece il nostro Galgano fa l’esatto contrario. Anche la presenza dell’arcangelo Michele è interessante: era un angelo-guerriero molto popolare in ambiente cavalleresco, e veniva rappresentato anche lui con la spada.
Quattro anni dopo la morte di Galgano, Papa Lucio III lo dichiara santo. Intorno alla spada viene quindi costruita una piccola chiesa di forma circolare. Nel 1218 poi inizia la costruzione di un monastero e di una grandissima chiesa, che verrà consacrata nel 1288.
Chi va oggi nei luoghi di San Galgano, resta stupefatto [19] dall’armonia della Rotonda di Montesiepi, dalla spada antica che ancora si trova lì; resta incantato poi quando cammina tra i resti di quella potente e ricca abbazia di cui restano solo le strutture in rovina, dato che ormai da secoli è senza tetto. Ma andare là significa anche rivivere il mistero di un’antica leggenda, sentire il fascino mistico di un uomo a noi per lo più sconosciuto, ma che è ancora oggi un simbolo per il suo rifiuto della violenza e la scelta della pace.

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Cari amici, grazie per avermi ascoltato fin qui. Vi aspetto su www.podclub.ch o sulla app fra due settimane per parlarvi del Muvir, il museo virtuale delle banche in Italia.
Nel frattempo studiate le parole nuove con il Trainer di vocaboli.
Un saluto da Francesca e a presto!


[1] brevettare: ottenere il brevetto per garantire la priorità di un’invenzione
[2] (il) cambio: strumento che serve per cambiare le marce e quindi la velocità
[3] (il) manubrio: tubo metallico su bici e moto che serve per manovrare la ruota anteriore
[4] posteriore: che si trova dietro
[5] (la) ruota di scorta: ruota di emergenza
[6] (lo) stipendio: il salario mensile di un lavoratore dipendente
[7] (la) sella: sedile della moto, sellino
[8] scabroso: imbarazzante dal punto di vista della morale
[9] (l’) indumento: vestito
[10] ostacolare: disturbare
[11] (la) lussuria: desiderio eccessivo per i piaceri sessuali
[12] sul serio: seriamente
[13] (la) conversione: cambiamento radicale di fede, passaggio a una nuova religione
[14] (la) palude: terreno ricoperto da acque stagnanti poco profonde
[15] (la) fessura: apertura stretta e allungata
[16] breve: corto
[17] singolare: originale, curioso, eccezionale
[18] estrarre: tirare fuori
[19] stupefatto: pieno di meravigli

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Rosa Bockmühl 07-06-2016 13:58
Betrifft al dente 85 vom 24. März 2016 Parole inventate antistress e la Reggia di Caserte

schrieben Sie im Podcast, dass das Wort petaloso eines Schülers Matteo einer Schule in der Nähe von Ferrara durch die Academia Crusca nicht aufgenommen werden kann, da dieses Wort zu wenig bekannt war. Das hat sich nun inzwischen geändert siehe Adesso 06 Seite 8 Parola del mese.
Tanti saluti Rosa
Walter 06-06-2016 22:05
Bikini: ....Santo cielo!...... meglio no.....haha
Walter 06-06-2016 21:55
Vespa: Purtroppo non sono mai stato veramente un orgoglioso proprietario di una vera e propria Vespa. Come 15-enne: Due colleghi ed io, abbiamo ottenuto una praticamente rotta e corrosa Vespa. Questa abbiamo guidato un paio di settimane fino a quando abbiamo deciso che cosa facciamo esattamente:
Abbiamo saldato una cornice e comprato quattro ruote Go-kart. Abbiamo assemblato tutti gli altri pezzi....finalm ente ha funzionato più o meno come Go-kart (non troppo male senza niente esperienza, purtroppo troppo pesante) ...... per concludere: una multa che abbiamo ottenuto della polizia e stato pagata dei padri - progetto finito! Ma che avventura!
Walter 06-06-2016 20:12
la Villa (Romana) del Casale vicino da Piazza Armerina
Natty K 04-06-2016 20:46
Villa Romana del Casale, vicino a Piazza Armerina.
Elisabetta 03-06-2016 17:39
la vlla si chiama: Villa romana del casale o Villa della Piazza Armerina. Weltkulturerbe UNESCO. La Villa è molto bella con tanti mosaici
Rita 03-06-2016 15:41
Piazza Armerina: The Villa Romana