Al dente 93: Vacanze al mare, Michelangelo censurato e diciamolo in italiano (26 agosto 2016)

Ciao a tutti da Francesca e benvenuti – o bentornati - sul podcast “Al dente!” Oggi è il 26 agosto e siamo di nuovo qui dopo questa lunga estate. A proposito, siete stati in vacanza? Sì? Beh, anch’io, e ve ne parlerò fra un attimo. Ma prima voglio dirvi il nome dei fortunati vincitori del nostro quiz dell’estate: vincono una cuffia JBL offerta da melectronics Cornelia, Denise e Suor Raphaela. Complimenti alle fortunate vincitrici!
Nell’ultima puntata vi avevo fatto anch’io qualche domanda a proposito degli oggetti che gli italiani portano con sé in vacanza. Allora, le tre cose sono il cuscino, la macchina per fare la pasta e un libro di ricette. Chi l’avrebbe detto?
Bene, e ora veniamo ai temi di oggi: oltre che delle mie vacanze, vi parlerò della censura che da secoli perseguita [1] le opere di Michelangelo e vi dirò qualcosa su un’iniziativa nata per stimolare l’uso della lingua italiana. Ma ho anche una nuova domanda per voi: secondo voi, in cucina è meglio l’olio di oliva o il burro? Scrivete la vostra opinione sul nostro sito… Ne parleremo poi la prossima puntata.
Auguro a tutti un buon ascolto!

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20160829 I Portoferraio ElbaCari amici, quest’anno ho realizzato un piccolo sogno: quello di passare qualche giorno in una casa su una scogliera [2], vicino al mare.
Come l’ho trovata? Facendo una ricerca su Internet, naturalmente, e con un po’ di fortuna. La descrizione e le foto del posto erano bellissime, il prezzo un po’ caro ma abbordabile [3]. Mi sono chiesta: forse c’è una fregatura [4], aspettiamo a cantar vittoria… aspettiamo a vedere con i nostri occhi se è tutto vero. Beh, vi dico: era anche meglio che sulle foto! La casetta si trova nel sud dell’isola, ed è accessibile [5] per mezzo di una stradina di campagna.
La cosa bella è che sotto questa casetta c’è una piccola spiaggia di sassolini, praticamente deserta per gran parte della giornata, e l’acqua del mare è azzurra, trasparente, pulitissima. Ma, a parte noi, chi ha gioito e approfittato maggiormente della cosa? Naturalmente il nostro cane Giada, che adora l’acqua e nuota benissimo! Alle 8 di mattina, lei ha 20160829 I Giada al marefatto il primo bagno insieme al mio compagno. Poi alle 9.30 noi siamo andati alla spiaggia e Giada è rimasta a casa al fresco. Alle 11 abbiamo fatto di nuovo il bagno tutti insieme. I nostri unici vicini di ombrellone erano una coppia di Asti con un bambino di 2 anni, superfelice di veder nuotare il nostro cane!
Dovete anche sapere che purtroppo Giada da un anno a questa parte soffre di un disturbo agli occhi: con l’età (lei ha ormai 10 anni) il sole le dà molto fastidio. Per questo motivo il veterinario ci ha consigliato di comprare per lei un paio di occhiali da sole.
Sì! Esistono, li fabbricano negli Stati Uniti! Bene, il disturbo agli occhi è migliorato, ma… Vi potete immaginare che cosa significa andare a passeggiare insieme a un cane con gli occhiali da sole? All’inizio era simpatico vedere le persone divertite.
«Guarda! Nooo! Un cane con gli occhiali!»
«Naaa!!!! Incredibile! Forte!»
Dopo la centesima volta che senti queste frasi, però, incominci a stufarti [6]. All’ultimo che mi ha chiesto:
«Ma dai!! Sono occhiali da sole?!», ho risposto:
«No, da lettura. Con l’età ha un po’ di difficoltà a leggere il giornale…»
Uffa!
Vabbè, comunque la vacanza è stata bellissima. Abbiamo anche esplorato un po’ l’isola e siamo andati a Capoliveri, a Rio dell’Elba, a Portoferraio… Non fatemici pensare, sennò mi viene voglia di fare di nuovo le valige e ripartire!

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Chi dice Italia dice arte, dice pittura, scultura, pensa ai capolavori [7] del passato e anche a qualcuno del presente.
In tutto il mondo si ammirano le opere dei grandi artisti italiani e non è certo una novità se vengono fatte esposizioni all’estero su Leonardo, Caravaggio, Tiziano, e così via.
A San Pietroburgo, quest’estate, è stata organizzata una mostra su Michelangelo.
Niente di nuovo, lo so… Perché mai parlarne? Eh, aspettate, cari ascoltatori. Per l’occasione è stata eretta in una delle strade più importanti della città una copia della celebre statua del David. “Bello”, direte voi “crea sicuramente un’atmosfera speciale. I cittadini di Pietroburgo saranno felici di vedere un pezzo di Firenze lì, in una via della loro città.” Eh no, non è mica così semplice. Una donna di Pietroburgo, infatti, ha protestato ufficialmente presso un difensore pubblico dei diritti dei bambini.
Che c’entrano i bambini?
Beh, secondo l’attenta e rigorosa signora, la statua senza mutande del David – messa lì, vicino a una scuola e a una chiesa – mette in pericolo l’innocenza [8] dei bambini più piccoli e oltre a ciò rovina l’aspetto storico di San Pietroburgo. Il direttore della scuola allora è intervenuto dicendo che i bambini non corrono alcun pericolo, grazie all’educazione ricevuta, appunto, nella loro scuola… Ma la signora non si è fermata, continuando la sua crociata [9] moralizzatrice [10]. Bene, pochi giorni fa si è svolta dunque una votazione fra i residenti [11], per decidere se tenere o meno il David a prender aria per le vie del centro. Non ho potuto ancora leggere i risultati di tale referendum, ma spero che i pietroburghesi si siano fatti un po’ di risate. Certo, la mostra ha avuto parecchia [12] pubblicità, anche se Michelangelo, veramente, non ne ha bisogno.
Già. Non è la prima volta che lo accusano di oscenità.
Ancor prima di aver terminato il Giudizio Universale, il capolavoro dipinto nella Cappella Sistina tra il 1535 e il 1541, cominciarono le critiche, gli scandali anche a causa dei tanti corpi nudi che lui aveva dipinto.
Pensate che alcuni volevano addirittura distruggere l’affresco e accusare Michelangelo di eresia [13]! Alla morte dell’artista, si decide di coprire le nudità presenti nell’affresco. Comincia Daniele da Volterra, un allievo di Michelangelo, che dipinge discretamente panni [14] svolazzanti [15] sopra le parti intime di alcuni personaggi; per questo gli viene dato il soprannome di “Braghettone”, cioè “uno che mette le braghe, le mutande”. Ma anche nei secoli successivi la censura è continuata, aggiungendo nuove modifiche. Come molti di voi sapranno, il Giudizio Universale è stato restaurato venti anni fa, ma gran parte delle antiche “braghe” non è stata eliminata. Vuoi [16] perché non era tecnicamente possibile, vuoi perché oramai facevano parte dell’affresco. Mah! Sarà [17]! Io mi chiedo: in un’epoca in cui le immagini di nudo sono a disposizione in ogni angolo del web (e non solo) ci si scandalizza ancora per la rappresentazione artistica del corpo umano. Ma… perché mai?

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Sempre più spesso, quando vado in Italia, mi capita di sentire nei discorsi della gente comune un sacco di parole straniere, soprattutto in inglese. È vero, ci sono parole intraducibili in italiano, come “rock”, “sport”, “kitsch”, “moquette”… A nessuno verrebbe in mente di tradurle, anche se – a dire la verità – anni fa, in epoca fascista, ci avevano provato. Dovete infatti sapere che nel 1923 viene fatta una legge contro le insegne straniere dei negozi; nel 1932 un quotidiano crea un concorso per sostituire 50 parole straniere con altrettante italiane. In un clima di xenofobia crescente, nel 1940 una commissione analizza le parole “anti-italiane” e cerca di adattarle o sostituirle con altri termini. Qualche esempio? Sentite un po’, c’è da ridere: lo champagne diventa la “sciampagna”, il dessert, “fin di pasto”, il colore bordeaux ”color barolo”! E poi l’insalata russa diventa una patriottica “insalata tricolore”, il marron glacé un “marrone candito”, il toast un “pantosto” e il panorama un improbabile “tuttochesivede”. Alcune delle tante parole cambiate però sono rimaste, come ad esempio il “tramezzino” al posto del sandwich, o il “regista” al posto di regisseur.
Oggi, avviene il contrario. Fa molto più chic dire workshop anziché “seminario”, abstract al posto di “riassunto”, fashion per “moda”. Ora, lungi [18] da me il pensiero di tornare agli anni ’40… Ci mancherebbe! Però, forse stiamo un pochino esagerando. Perché, infatti, il governo dice jobs act invece di “legge sul lavoro”? Per confondere [19] i cittadini? Per rendere più cool la legge?
Per questo motivo è nata la petizione [20] “Dillo in italiano” che chiede a istituzioni, imprese e media di parlare un po’ più la nostra lingua nazionale.
Io non penso che servirà a qualcosa, comunque… Cari amici, adesso lo chiedo a voi: quali parole italiane usereste, al posto di queste straniere? Ve ne propongo 3: cash, gossip e team. Sono curiosa e aspetto le vostre proposte, scrivetemi su www.podclub.ch!

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Ed eccoci ai saluti. Come sempre vi ricordo che potrete lasciare un commento – sempre graditissimo – sul nostro sito. Ci risentiremo fra due settimane sul web o sulla app. Ah, mi raccomando, aspetto le vostre risposte a proposito dell’uso di olio di oliva o burro! E nel frattempo esercitatevi con il nostro trainer di vocaboli!
Vi ricordo anche che altre foto delle mie vacanze al mare con Giada potrete vederle su Instagram all’indirizzo #PodClubFrancesca e #aldente.
Un saluto a tutti e a presto!


[1] perseguitare: non dare pace, molestare
[2] (la) scogliera: rocce sul mare
[3] abbordabile: accessibile, non troppo caro
[4] (la) fregatura: inganno, imbroglio, truffa
[5] accessibile: che si può raggiungere
[6] stufarsi: annoiarsi, essere stanco
[7] (il) capolavoro: opera artistica eccellente
[8] (l’) innocenza: incapacità di commettere e capire il male, tipica dei bambini
[9] (la) crociata: guerra religiosa, azione pubblica per motivi sociali, morali
[10] moralizzatore: a difesa dei princìpi morali
[11] (il) residente: persona che abita in un luogo
[12] parecchio: molto, tanto
[13] (l’) eresia: dottrina contraria ai dogmi della Chiesa cattolica
[14] (il) panno: pezzo di stoffa
[15] svolazzante: che vola qua e là
[16] vuoi...vuoi: sia... sia...
[17] sarà!: chissà se è vero
[18] lungi: lontano
[19] confondere: creare confusione
[20] (la) petizione: richiesta da parte di privati alle istituzioni pubbliche

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Trix 12-09-2016 10:10
usiamo olio di oliva. ma per alcuni cibi prendiamo il burro. per esempio Rösti/ Kalbsleber/Kart offelstock etc.
Ella Enzler 09-09-2016 11:53
i tre nomi sono
cash: Bargeld - il denaro contant o gli spiccioli o la moneta,
gossip: Geschwätz - la chiacchiere o le sciocchezze,
team: Gruppe - il gruppo
Salutti da Ella
Kathy 29-08-2016 12:53
Usiamo olio di oliva. Francesca andremo a Bagnoreggio a settembre quando siamo a Toscano. Grazie per il tuo podcast che parlato di questa citta. Anche Grazie per il tuo podcast Ci piace moltissimo
Elisabetta 27-08-2016 11:30
io uso l'olio, nella Emilia prendono spesso il burro