Al dente 94: Olio di oliva vs burro, turismo a Venezia e silenzio (9 settembre 2016)

Buongiorno, sono Francesca e questo è il podcast “Al dente!” È il 9 settembre ed ecco i temi di oggi: per prima cosa tratteremo un argomento che vi avevo anticipato la scorsa puntata, e cioè se in cucina è meglio l’olio di oliva o il burro. Poi vi dirò qualcosa a proposito del problema sempre più pressante del turismo a Venezia. E per finire vi porterò nel regno del silenzio. La volta scorsa vi avevo anche chiesto di indicare parole italiane al posto di alcune straniere. Ecco le mie proposte: per cash, direi “contanti”, per gossip “pettegolezzo” e al posto di team vi propongo “squadra”; che ne dite?
E ora una nuova domanda per voi: è meglio abitare a pian terreno oppure all’ultimo piano? Scrivete un messaggio su podclub.ch.
Bene, cominciamo subito e buon ascolto!

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Cari ascoltatori, la domanda che vi avevo fatto la scorsa puntata riguardava l’uso del burro o dell’olio di oliva in cucina. Grazie dei vostri commenti!
Beh, sì, per essere buoni i cibi devono essere conditi… E infatti in Italia l’olio extravergine di oliva e il burro sono i condimenti più usati.
Nelle regioni del Nord è diffuso l’allevamento di bovini [1], quindi si produce molto latte e di conseguenza si fa più uso di burro.
Nelle regioni del Centro e del Sud, invece, l’agricoltura si basa sulla coltivazione dell’olivo, perciò è l’olio extravergine a farla da padrone [2].
Certi nutrizionisti [3] dicono che tale olio è molto salutare e va preferito al burro.
Ma è proprio vero?
Vediamo in dettaglio questi due grassi e cerchiamo di saperne qualcosa in più.20160909 I olio di oliva
Il burro è prodotto dalla parte grassa del latte: ce ne vogliono ben 25 litri per produrre un kg di burro. Contiene molto colesterolo e grassi cosiddetti saturi, che potenzialmente fanno male all’organismo: per questo motivo negli ultimi anni è stato – come dire – demonizzato [4] dai medici e sconsigliato alle persone che soffrono di colesterolo alto o di malattie dell’apparato cardiocircolatorio [5]. Il burro però contiene anche buone quantità di vitamina A, D, calcio e fosforo.
Inoltre ci sono cose che senza burro è difficile fare: basta pensare alla pasticceria … La margarina industriale non è una buona alternativa.
L’olio extravergine di oliva, invece, è di origine vegetale ed è ottenuto dalla prima spremitura meccanica a freddo delle olive. La maggior parte dei grassi che contiene sono insaturi, cioè benefici per la salute. Fornisce inoltre sostanze antiossidanti e vitamina E e non contiene colesterolo. In cucina l’olio di oliva si può usare in mille modi, sia a freddo che a caldo, perché è adatto a cuocere gli alimenti ad alte temperature.
Naturalmente, poi, è una questione di gusto. Il burro svizzero è delizioso, mentre quello italiano… proprio no. Quindi per me, che vengo dalla Toscana, l’olio extravergine di oliva è il principe dei condimenti. In casa nostra ne consumiamo circa due litri al mese. Da molti anni lo prendiamo direttamente da Vanni, un contadino che possiede oltre 1000 olivi in una bellissima collina soleggiata vicino a Siena. Questo simpatico vecchietto dai capelli bianchi e gli occhi celesti ogni anno ci dice: “Eh, speriamo di vederci ancora, chissà per quanto potrò farlo, ancora, l’olio… Non trovo giovani che vogliano continuare il mio mestiere [6]!”
Eh sì. Vanni ormai ha passato i 90 anni ed è un vero peccato che nessuno continui il suo lavoro. Il suo olio, oltre ad essere squisito, ha il sapore della passione, della gioia di vivere. E per questo penso che faccia anche molto bene.

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Qualche giorno fa sui muri di Venezia sono apparsi manifestini molto provocatori, con il disegno di un porcello [7] in mutande che butta rifiuti per terra e le scritte “No welcome in Venice”, “stop!”
Questi manifestini erano destinati ai turisti che si comportano male e non rispettano la città. Una provocazione bella e buona, certo, ma anche un segnale che i veneziani non ce la fanno più a convivere con un turismo sempre più di massa: sono scene di tutti i giorni i turisti (italiani e stranieri) che orinano [8] sui muri o nei cestini dei rifiuti in pieno centro; persone che si mettono in costume da bagno e si tuffano [9] nei canali; famiglie che fanno picnic per terra, ubriachi distesi sotto i portici a dormire, ragazzi che corrono in bici per le calli [10] e addirittura tende piantate nei giardini come in campeggio.
Ma quanti sono i turisti a Venezia? Per darvi un’idea: gli abitanti della città sono 55.000; i visitatori nel 2015 sono stati 30 milioni. Cifre da far girare la testa.
E naturalmente ci sono quelli che se ne approfittano. I borseggiatori beccati [11] in flagrante, solo nel mese di agosto, sono stati più di 120. C’è stato un aumento dell’800% 20160909 I Veneziadi bed and breakfast abusivi [12] rispetto a un anno fa, da posti di infima [13] qualità (delle vere topaie [14]) che offrono un letto a partire da 20 € a palazzi extralusso con prezzi fra i 12.000 e i 25.000 € alla settimana, maggiordomo [15] compreso. Ovunque [16] vengono venduti souvenir e prodotti “italian syle” falsificati in Cina o a Napoli.
Ma allora, che cosa resta della splendida città lagunare in questo caos? I gondolieri? Nemmeno loro ormai sono più “tipici”: sapete quali sono le canzoni più cantate? Al primo posto “O sole mio”. Seguono “Torna a Surriento», «Santa Lucia» e «Funiculì funiculà». Che sono, ovviamente, tutte canzoni napoletane. Che strazio [17]!
Ricordo molto bene la mia prima volta a Venezia, in gita scolastica. Avevo quasi 18 anni e la città era meravigliosa in quei giorni di primavera. Insieme al nostro professore di storia dell’arte visitammo i monumenti, le chiese, Piazza San Marco… Mi ricordo ancora l’emozione davanti ai dipinti di Giorgione, Tiziano, Canaletto.
C’erano turisti, certo, ma la città era molto tranquilla. Vi sono tornata poi altre volte, anni dopo, c’era molta gente, sì, ma in quantità ragionevole.
Ora però, se le cose continuano così, non so se ci tornerò. Ho paura di rovinare gli splendidi ricordi che conservo. È triste vedere che ormai Venezia è diventata una specie di Disneyland, una fabbrica del divertimento, senza più spazio – o quasi – per la sua magia.

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È un articolo che mi ha incuriosito, quello che ho letto stamani su un giornale. Il titolo diceva: “Il silenzio rischia di sparire”. Mhh… Il silenzio… che cos’è il silenzio nelle nostre giornate frenetiche [18]? Chiudo un attimo gli occhi e mi metto in ascolto: sento il rumore delle auto nella strada vicina. Passa un aereo… Poi il treno. Il campanello di una bicicletta… il rumore di un tagliaerba… Gli uccellini che cantano, i bambini che escono da scuola. Nella stanza accanto, suona il telefono, mentre la radio manda una canzone.
Nemmeno un attimo di silenzio.
Allora leggo l’articolo e capisco di quale silenzio si parla: non del silenzio assoluto, quello dello spazio senza vita, ma dell’assenza di suoni e rumori provocati da noi esseri umani. Il silenzio, cioè, in cui solamente la natura è protagonista: il ronzio [19] di un insetto, i versi [20] degli animali, il soffio del vento, il fragore di una tempesta o il suono dell’acqua che scorre. Momenti sempre più rari nel nostro pianeta: un ecologo americano, Gordon Hempton, da 35 anni va in giro per il mondo con un microfono alla ricerca di luoghi ancora intatti. Finora ha trovato soltanto una cinquantina di questi ambienti, di cui pochissimi in Europa.
È difficile trovarli, infatti, perché il nostro orecchio percepisce rumori fino a venti km di distanza: pensate che anche nella foresta amazzonica o nell’Antartide arrivano i rumori degli aerei.
Nel 2005 Hempton ha creato negli Stati Uniti un santuario del silenzio all’interno dell’Olimpic National Park, nello stato di Washington. “Se non faremo qualcosa” dice lo studioso “fra dieci anni il silenzio si sarà estinto [21]”. In tanti anni di viaggi in tutto il mondo ha realizzato moltissimi CD di suoni naturali; per lui l’ascolto della natura è qualcosa di profondo e spirituale, e sono molto importanti anche il nostro silenzio interiore e la capacità di ascoltare gli altri.
È bello pensare che il silenzio sia un bene da difendere… Anche qui, nella nostra rumorosa e frenetica Europa.

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Bene, cari amici, anche per oggi è tutto. La prossima puntata vi parlerò di questo tema: è meglio abitare a piano terra o all’ultimo piano? Mi raccomando, scrivete cosa ne pensate sul nostro sito podclub.ch. Io nel frattempo vi aspetto qui o sulla app. Non dimenticate di studiare le parole nuove di questa puntata sul trainer di vocaboli. E passate a trovarmi anche su Instagram all’indirizzo #PodClubFrancesca e #aldente.
Un saluto a tutti e a presto!


[1] (il) bovino: toro, mucca, vitello, ecc.
[2] farla da padrone: essere preponderante, imporre la propria volontà
[3] (il) nutrizionista: medico che studia il valore dei cibi nell’alimentazione umana
[4] demonizzare: far apparire qualcosa o qualcuno come negativo
[5] cardiocircolatorio: relativo al cuore e alla circolazione del sangue
[6] (il) mestiere: la professione
[7] (il) porcello: maiale
[8] orinare: fare pipì
[9] tuffarsi: lanciarsi in acqua
[10] (la) calle: piccola via di Venezia
[11] beccare: sorprendere
[12] abusivo: non legale, senza permesso
[13] infimo: bassissimo
[14] (la) topaia: tana di topi, casa bruttissima e sporca
[15] (il) maggiordomo: il capo della servitù in una casa signorile
[16] ovunque: in tutti i luoghi
[17] che strazio: che brutto
[18] frenetico: molto agitato, inquieto
[19] (il) ronzio: rumore vibrante prodotto dagli insetti
[20] (il) verso: il grido tipico
[21] estinguersi: non esistere più, morire del tutto

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Trix 15-09-2016 16:49
1. Ci vogliono 25 litri di latte
2. Il contadino si chiama Vanni
3. puo costare fra 12.000 - 25.000 Euro
4. sono stati 30 milioni di turisti nel 2015
5. il santuario del silenzio si trova nell Olimpic Nazional
Park a Washington.
trix 15-09-2016 16:19
a me piace tanto abitare a piano terra. Sopratutto in estate. Siamo spesso fuori e godono le serate in giardino.
Walter 15-09-2016 13:22
Dipende dalla situazione di vita:
Con i bambini, un giardino è vantaggioso dove possono giocare.
All'età voglio forse godere della buona vista dall’ultimo piano, dove c'è meno rumore (un ascensore è quindi condizione)
Charly 15-09-2016 10:47
La mia preferenza vivere a pian terrono o all'ultimo piano?

Dipende la situazione familiare. Oggi personalmente preferisco vivere all’ultimo piano per diversi motivi distinti:

accesso diretto in appartamento. tanto spazio (normalmente). bella vista. una terrazza grande. meno rumore dei coabitatori.
Ana Armijos 09-09-2016 11:24
Ciao a tutti,
Al dente è molto utile per me, grazie per avermi aiutato a migliorare il mio italiano, spero presto di fare il corso.
Cordiali saluti, Ana