Al dente 96: Bicicletta o e–bike, Oetzi e la scalinata di Trinità dei Monti (7 ottobre 2016)

Ciao a tutti da Francesca che vi parla sul podcast “Al dente!” È il 7 ottobre e siamo già in autunno… Bellissimi i colori della campagna, vero? Oggi per cominciare tratterò il tema della domanda che vi avevo fatto la settimana scorsa, e cioè se è più bello andare con una bicicletta normale o con un’e-bike. E qui devo ringraziarvi per i vostri messaggi, cari ascoltatori, e in particolare Hans per la sua bella mail, in cui mi racconta di come lui e sua moglie fanno dei lunghi giri pedalando felici sulle loro e-bike. Poi vi parlerò della mummia del Similaun, conosciuta anche con il nome di Ötzi, che fu ritrovata 25 anni fa al confine tra Austria e Italia. E per finire vi porterò a Roma, in uno dei suoi luoghi più belli: Piazza di Spagna. Ma prima di iniziare ho una nuova domanda per voi: quando andate in vacanza, ai vostri amici preferite mandare cartoline tradizionali oppure dei saluti elettronici? Scrivete cosa ne pensate su www.podclub.ch.
E adesso cominciamo… Buon ascolto!

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Se qualcuno mi chiedeva, tempo fa, se volevo comprare una bici elettrica, senz’altro rispondevo di no. La zona dove abito, infatti, è pianeggiante [1] e non presenta difficoltà di percorso particolari. Perché dunque comprare un’e-bike? Se abitassi in Toscana, sì, che ne avrei bisogno, con tutte le colline, le salite [2] e le discese [3] che ci sono… Discorso chiuso, allora. O no? Eh no. Le opinioni cambiano… E vi racconterò il perché.
Alcuni miei amici sono molto sportivi. Vanno spesso a fare lunghi giri in mountain bike in montagna e nei boschi qui in Svizzera. Una volta Steven mi chiede: «Francesca, perché non vieni anche tu?»
Io lo guardo con gli occhi sbarrati [4] e penso: “Vuole scherzare”. Steven è alto 1.95 m, pesa almeno 90 kg e ha muscoli… Lasciamo perdere. Mi sento una specie d’insetto accanto a lui.
«Ehm, grazie» rispondo «ma non credo proprio di essere abbastanza allenata [5] per venire con voi. Io uso la bici per andare al lavoro quasi ogni giorno, sì, ma non potrei mai venire con voi in montagna… Dopo un km di salita sarei morta!»
«Ma no, sai, ti dico che puoi venire. Puoi prendere l’e-bike di Cathy, lei sabato ha da fare, non può venire e te la presta volentieri.»
“E-bike?” mi domando. E penso… perché no? Cathy è la moglie di Steven. Non sapevo che avesse una bici elettrica.
«E a che ora partite?» chiedo.e-bike
«Alle 10.30. Vieni, allora?»
Sorrido e rispondo di sì.
Quando arrivo a casa loro, trovo fuori, pronta ad aspettarmi, una splendida mountain bike gialla. Sistemo il sellino [6] e poi partiamo. Non avete idea della meraviglia. Siamo andati su in montagna, nei boschi, lungo ruscelli e torrenti… E io ho pedalato, sì, ma senza troppa fatica, usando la batteria quando ne avevo bisogno. Così ho potuto ammirare il panorama, sentire i profumi della natura, scoprire posti che non conoscevo affatto... La batteria mi sembrava… non so come spiegare… come un’amica che ti aiuta nel momento del bisogno!
Ma la sera, quando siamo tornati a casa… Ahi ahi le mie gambe!! Non pensavo di aver fatto tanto esercizio. Il contachilometri segnava 54 km!
Prima di andare via, Steven mi ha chiesto: «Allora? Com’è andata? Ti è piaciuto?»
Io gli ho sorriso: «Tanto, ma… mi fanno un male le gambe!»
«Eh, beh, è normale, è la prima volta… Ma… tornerai ancora con noi?»
«Ci puoi contare!» gli ho risposto.
E poi qualche giorno dopo, io che pensavo che mai e poi mai avrei fatto una cosa simile… sapete che cosa ho fatto? Beh, amici, lo confesso: ho appena comprato una e-mountain bike!

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Il 19 settembre 1991, sulle Alpi Venoste, sul confine tra Italia e Austria, e precisamente sul ghiacciaio del Similaun, a oltre 3000 m. s.l.m., due coniugi [7] tedeschi che stavano facendo un’escursione trovano un corpo. Si pensa subito a un alpinista recentemente scomparso e la polizia austriaca recupera il corpo senza troppa attenzione, e lo porta ad Innsbruck. Qui ci si rende conto [8] che invece si tratta di un ritrovamento archeologico di grande importanza: è il corpo mummificato di un antico abitante della zona. Un giornalista gli dà il soprannome di “Ötzi”, dal luogo del ritrovamento, appunto la Ötztal.
In seguito si verifica che per pochi metri la mummia al momento della scoperta si trovava in territorio italiano, quindi viene trasferita in Italia; e dal 1998 è esposta al museo archeologico di Bolzano. Qui è conservata con particolari accorgimenti in una stanza a -6° e con un tasso di umidità altissimo (99,6%), per riprodurre le condizioni in cui si trovava prima della scoperta. Negli anni vengono fatte numerose analisi; in particolare la datazione con il metodo del radiocarbonio determina che il nostro uomo venuto dal ghiaccio era vissuto fra il 3300 e il 3200 a.C., quindi durante l’età del Rame. Ma come era morto? All’inizio si era pensato a una morte dovuta a cause naturali. Forse si era sentito male [9], forse si era perso durante una tempesta di neve… Ma tra il 2006 e il 2007, viene fatta una scoperta importantissima: grazie a delle radiografie, gli studiosi scoprono la presenza di una punta di freccia [10] in pietra dentro alla spalla sinistra e altre ferite: l’uomo del Similaun era morto in modo violento, probabilmente ucciso [11] da qualcuno.
Chissà come… chissà perché…
Negli anni è stato possibile ricostruire molti aspetti della vita di quest’uomo: infatti insieme al corpo erano stati ritrovati indumenti [12], scarpe, armi e oggetti vari.
Con l’aiuto di analisi, modernissimi metodi scientifici e un lavoro di alta precisione, è stato possibile anche ricostruire il viso e il corpo dell’uomo: oggi sappiamo che era alto più o meno 1.60 m, pesava 50 kg, aveva occhi e capelli castani e forse portava la barba. Aveva una corporatura atletica e alla sua morte – avvenuta all’inizio dell’estate - aveva circa 45 anni, un’età avanzata per l’epoca. Più difficile, invece, scoprire chi era veramente. Un pastore [13]? Un cacciatore [14]? Qualcuno che viveva da solo? Sono tutte domande che accrescono il mistero e il fascino di quest’uomo. E magari future analisi ci potranno dare ulteriori informazioni.
C’è anche chi pensa che nei prossimi anni potrebbero venire alla luce altri corpi sepolti [15] sotto la neve, a causa del cambiamento climatico e del ritiro dei ghiacciai…
In questi giorni, nel 25° anniversario dalla scoperta, sono numerosi gli eventi organizzati per le celebrazioni, in Val Senales e al museo archeologico di Bolzano. Se ancora non ci siete stati, vi consiglio davvero di andarci, le mostre sono interessantissime; e l’uomo venuto dal ghiaccio riesce a comunicare un’emozione molto viva, anche al di là della piccola finestrella da cui è possibile guardarlo.

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20161007 I Roma scalinata Trinita dei MontiEd eccoci a Roma, cari amici, e precisamente nella bellissima Piazza di Spagna. Come mi piace andarci, quando vado a Roma… Sapete da dove deriva il suo nome? Dall’ambasciata spagnola presso la Santa Sede, che si trova in un palazzo, qui, dal 1647. La piazza è famosa per la scalinata monumentale, che la collega con la chiesa di Trinità dei Monti, e che fu inaugurata nel 1725.
Ma perché vi porto proprio qui? Eh, perché è da pochissimo, esattamente dal 22 settembre, che sono stati terminati i lavori di restauro ai 135 gradini [16] della scalinata: il monumento è stato di nuovo restituito alla città. Il restauro è costato più di un milione di euro e, durante le fasi di ripulitura, sugli scalini di travertino è stato trovato di tutto: gomma da masticare [17], macchie di caffè, vino, cibi vari, scritte di tutti i tipi… Ma adesso che succederà? Sarà possibile accedere alla scalinata come prima? In realtà c’è chi vorrebbe proteggere il monumento almeno durante la notte, con una barriera di plexiglas, per impedire bivacchi e atti di vandalismo. Inoltre, d’ora in poi, dovrebbe essere proibito sedersi, mangiare e bere come accadeva prima. L’assessore ai Beni Culturali di Roma è comunque contrario a barriere e cancelli [18]. Secondo lui basteranno i controlli e la sorveglianza a preservare la scalinata di Trinità dei Monti da possibili atti d’incuria [19] o vandalismo.
Beh, speriamo! Io soprattutto non vedo l’ora di poterla ammirare di nuovo, la prossima volta che andrò a Roma, tutta decorata da splendide piante e fiori.

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Bene, eccoci arrivati alla fine della puntata. Vi do appuntamento fra due settimane qui sul nostro sito www.podclub.ch o sulla app. Intanto potete fare esercizio con il pratico trainer di vocaboli. Vi aspetto anche su instagram all’indirizzo #PodClubFrancesca e #aldente. La prossima volta vi parlerò di cartoline e saluti elettronici. Voi cosa preferite?
Un saluto da Francesca e a presto!


[1] pianeggiante: che si trova in pianura
[2] (la) salita: strada che va dal basso all’alto
[3] (la) discesa: strada che va dall’alto al basso
[4] sbarrato: aperti per la sorpresa
[5] allenato: preparato atleticamente
[6] (il) sellino: sedile di biciclette e motociclette
[7] (i) coniugi: marito e moglie
[8] rendersi conto: capire
[9] sentirsi male: avere un malore, stare male di salute
[10] (la) freccia: piccola asta con punta che si tira con un arco
[11] uccidere: togliere la vita
[12] (l’) indumento: vestito
[13] (il) pastore: chi ha cura e guida animali come pecore, capre,ecc.
[14] (il) cacciatore: chi cerca e uccide animali selvatici
[15] sepolto: che si trova sotto una grande massa di terra, neve, ecc.
[16] (il) gradino: scalino
[17] (la) gomma da masticare: il chewing gum
[18] (il) cancello: struttura mobile che serve a chiudere un’entrata o un passaggio
[19] (l’) incuria: la trascuratezza, la mancanza di cura

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Rauno 29-10-2016 15:41
Ciao,
mi sa che sono in ritardo, ma ho letto adesso questo podcast dopo un viaggio in Liguria. Meglio tardi che mai!
Durante il viaggio ho mandato una cartolina per i miei quelli hanno già novanta anni entrambi. Mi piace i cartolini perché le foto sono belli. Spesso acquisto un libro, come questa volta "Harry Potter e la maledizione dell'erede" poi scrivo sulle prime pagine del libro qualcosa del viaggio e ancora una cartolina o due tra copertine. Cosi ho un ricordo nel scaffale.
Kathy Smothers 17-10-2016 12:54
In settembre siamo andati in Italia per due settimane. Abbiamo mandato 15 cartoline a nostro amici. Francesca abbiamo visto Bagnoregio durante il nostro viaggio. Era bellissima ! Grazie per il tuo podcast. Buona giornata.
Walter 13-10-2016 07:49
scusa! "elettronico"
Walter 13-10-2016 07:48
Cartoline o saluti electronici?

Non ho mai scritto un sacco di cartoline. Quando ero all'estero ho chiamato di volta in volta, a quel tempo era ancora costoso il telefono.
Oggi uso SMS, Skype o pubblico foto su facebook. Cartoline mai, le compro solo come un souvenir da portare a casa.
Ma grazie per la bella domanda e il podcast, tanti saluti Walter
FRancesca 12-10-2016 12:08
Caro Philippe,

grazie del tuo messaggio. Sono stata in Savoia qualche anno fa e l'ho trovata bellissima! E complimenti per il tuo italiano, continua così!
Un caro saluto
Francesca
Philippe Pellicier 11-10-2016 22:27
Grazie Francesca per il tuo podcast che mi ascolta ogni giorno da agosto, perché voglio migliorare il mio italiano. Abito un Savoia vicino al Italia. La Savoia è molto legata all'Italia e mia nonna è di origine Italia, del Val Sesia, Varallo (Piemonte). Però non ho mai imparato l'italiano alla scuola, l'ho imparato qualche anni fa da solo è ho deciso da l'estate di progredire di più. Il podcast è veramente interesante et lo ascolto con grande piaciuto.
In vacanza preferisco mandare cartoline. Mi sembra mostrare un po' de ciò che ho visto. È come un regalino.
Grazie per il podcast. Philippe dalla Savoia
Charly 08-10-2016 14:40
Cartoline o saluti elettronici?

Adesso normalmente mandiamo né carte postale né saluti elettronici, perché siamo in vacanze quasi tutto l’anno…..
È secondo la nostra esperienza le carte arrivano raramente al destinatario dipendente dei paesi, dove le avevamo mandato.

Normalmente ai nostri amici preferiti diciamo arrivederci e ciao al telefono primo di partire o al ritorno.