Al dente 97: Cartoline o saluti elettronici, accumulare e sagre d’autunno (21 ottobre 2016)

Ciao, sono Francesca e questo è il podcast “Al dente!” Oggi è il 21 ottobre e per cominciare vi parlerò di cartoline e saluti elettronici. Poi sarà la volta di un tema che riguarda molti di noi, e cioè l’accumulare [1] oggetti su oggetti nelle nostre case, cantine e soffitte [2]. E per finire vi presenterò alcune sagre tradizionali d’autunno che potrete trovare in giro per l’Italia.
Ma anche voi dovete fare la vostra parte; infatti oggi vi faccio una nuova domanda: in generale preferite guardare una cosa oppure annusarla [3], sentirne il profumo? Come sempre aspetto le vostre risposte su www.podclub.ch.
E adesso auguro a tutti un buon ascolto!

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Chi di voi, cari ascoltatori, ha più di 20 anni, si ricorderà certamente delle cartoline illustrate… sì, quei rettangoli di cartone con la foto a colori di un monumento, una città, o un bel panorama… Ricordate? Sul retro si scriveva l’indirizzo del destinatario e poi i nostri saluti, per esempio da un luogo di vacanza. Mi domando: ma si scrivono ancora? Certo, nei negozi di souvenir ci sono. A dire la verità io quest’anno ne ho ricevuta una sola, un paio di settimane fa, da un’amica che è andata in Calabria.
Però mi ricordo benissimo di quando, ogni estate, arrivavano cartoline da amici vicini e lontani. E anch’io ne mandavo parecchie [4].
20161021 I cartolineDa piccola, poi, facevo la collezione e ne avevo una scatola piena. Ogni tanto le guardavo e ammiravo tutti quei luoghi lontani, che non avevo mai visto: Londra, Lisbona, Atene, Budapest, Los Angeles, il Canada…
E poi erano scritte a mano, una cosa che ci parlava direttamente della persona che ce le aveva mandate. Oggi, ogni tanto scrivo delle cartoline ad amici che non hanno uno smartphone o non usano internet. Oppure a quelli che – anche se sono all’avanguardia con elettronica e social network - amano ancora, e molto, ricevere cartoline. Come, per esempio, la mia amica Lisa di Siena.
Certo, oggi è molto più semplice, immediato ed economico mandare una foto tramite il telefonino: uno scatto, un veloce messaggio e… oplà, in pochi secondi è fatta. E inoltre la stessa foto si può mandare a un sacco di gente… Ci sono quelli, però, che appena sono in vacanza ti bombardano di foto. Magari tu sei in treno, la sera, stanco dopo una giornata di lavoro, hai fame e non vedi l’ora [5] di tornare a casa… Ed ecco che un bip ti avverte dell’arrivo di un messaggio. Anzi, tanti messaggi. Apri e trovi una, due, tre foto di azzurri mari dei Caraibi, spiagge assolate [6], piatti con appetitosi cibi esotici… Magari proprio da parte del collega che è partito tre giorni fa lasciandoti un casino di lavoro da fare al posto suo! Che nervi!
Ma, direte voi, Francesca, la tecnica va avanti, devi capire che non siamo più negli anni ’90… Lo so, lo so! Allora, sentite un po’. Se vi piacciono la tecnologia moderna, le foto scattate da voi, ma anche le cartoline “vere”… La soluzione c’è.
L’ho scoperta pochi mesi fa, quando mio figlio Luca ha ricevuto una di queste cartoline particolari da un suo amico. Si tratta di un servizio offerto dalla posta svizzera: basta scaricare una app che si chiama PostCard Creator e si può creare una cartolina illustrata con l’immagine preferita. Poi si scrive un messaggio e la posta recapita la nostra cartolina personalizzata entro pochi giorni al destinatario (che deve risiedere in Svizzera). Io ne ho spedite già diverse, anche mentre ero in vacanza all’estero, e ha funzionato benissimo. E sapete quanto costa? Il servizio è gratis per una cartolina standard, un paio di franchi per una più complessa. E poi c’è l’effetto sorpresa, indubbiamente… Non vi dico com’era felice Simona, la mia amica di Zurigo, quando ha ricevuto la cartolina con il mio cane Giada mentre nuota al mare!
Sì, è proprio divertente. Ve lo consiglio caldamente!

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Stamani ho aperto l’armadio del mio studio e mi sono detta: “Ma perché ho tante cose?” In effetti i ripiani, oltre agli oggetti che normalmente uso per il mio lavoro, erano pieni di una miriade [7] di cose diverse: album di fotografie, candele, cartelline di plastica, penne, matite, biglietti di auguri, libri, bottigliette di vetro, carte da regalo e così via.
20161021 I cassetto in ordineGià, tutti noi abbiamo un sacco di roba [8] in casa… E qualcuno ne ha davvero troppa. Sapete che dal 2013 il disturbo da accumulo ha un nome preciso? Si chiama “disposofobia” e colpisce il 3-5% della popolazione italiana (e non solo). Beh, chiaro, non esageriamo: questa è una forma grave, una specie di malattia… Ma credo che la maggioranza di noi abbia la tendenza a conservare troppi oggetti che, in fine dei conti [9], si rivelano non solo poco utili, ma veri e propri ostacoli. Infatti spesso si tratta di cose con cui abbiamo un rapporto di tipo affettivo, che so, le abbiamo comprate in un momento speciale, ci ricordano qualcosa o qualcuno… Ma a lungo andare ci tolgono un po’ la libertà, perché provocano disordine, abbassano l’energia della nostra casa. E allora che possiamo fare? La prima cosa, leggo su una rivista, è selezionare: quali oggetti sono davvero importanti per noi? A quali possiamo invece dire addio? Il secondo passo, poi, è la suddivisione, cioè mettere gli oggetti a posto secondo la categoria e non più tutto alla rinfusa [10] in un cassetto. Già, questo è proprio il mio problema! Terzo: condividere. Ci sono cose che non ci servono più? Molto probabilmente possono servire ad altre persone, quindi liberiamocene. Infine, occorre riflettere sui propri atteggiamenti: che cosa accumuliamo di più? Scarpe? Penne? Prodotti per la cura del corpo? Riviste e giornali? Perché? Beh, la verità è che la maggior parte della roba che possediamo [11] in realtà non ci serve. E siccome [12] siamo sempre di corsa, non abbiamo tempo di metterla a posto… allora continuiamo a rimandare [13]. Dài fermiamoci, troviamo il tempo e, per esempio, decidiamo: oggi metto a posto tutte le penne che sono in giro per casa.
Solo le penne. Butterò via quelle rotte e regalerò quelle che non mi servono; quelle buone, invece, le metterò in ordine in un solo posto preciso. Il passo successivo: i libri. Solo quelli, e così via. Ed è vero, vi assicuro che funziona. E alla fine ci sentiremo molto, ma molto più leggeri.

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Cari amici, l’autunno è proprio una bella stagione, non solo per i colori della natura, ma anche per i suoi sapori. E questo è anche un bel periodo per viaggiare, ancora meglio se andate in Italia. Infatti ottobre e novembre sono i mesi delle sagre [14] enogastronomiche [15], sì, insomma, le feste tradizionali a tema, su vino e prodotti culinari locali. Ah, ce ne sono un sacco… La regione con il maggior numero di appuntamenti è la Toscana, soprattutto in paesi e paesini lontano dal turismo di massa.
Qualche esempio? Ehm… la sagra del fungo porcino e della bistecca a Certaldo, in provincia di Firenze; quella delle castagne nelle zone del Mugello, del Casentino e del Monte Amiata; numerose quelle dedicate al tartufo bianco, o ancora alla polenta fritta.
Ma in tutta Italia c’è solo l’imbarazzo della scelta [16]: le mele in provincia di Trento, il miele [17] a Châtillon, in Val d’Aosta, le noci a Scisciano (in provincia di Napoli), le olive a Sannicandro di Bari, il fico d’india [18] dell’Etna a Militello, vicino a Catania... In Sardegna, vicino a Oristano, c’è la sagra “de su pani fattu in domu”, che in italiano significa “del pane fatto in casa”. E non dimentichiamo le numerose sagre del tartufo, dell’uva, dell’olio, del vino novello… Da leccarsi i baffi!
Insomma, impossibile citarle tutte; si stima [19] che in Italia vi siano dalle 20.000 alle 30.000 sagre all’anno, a cui partecipano circa 25 milioni di persone fra italiani e stranieri!
Allora, un buon motivo in più per fare un giro in Italia in autunno, che ne dite?

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Bene, cari ascoltatori, anche per oggi è tutto. Ci sentiamo fra due settimane qui su www.podclub.ch o sulla app. E non dimenticate di fare esercizio con il trainer di vocaboli! Venite anche a trovarmi su Instagram all’indirizzo #PodClubFrancesca e #aldente. La prossima puntata vi parlerò della preferenza per il guardare o l’annusare. Per voi cos’è più importante?
Un saluto da Francesca e a presto!


[1] accumulare: mettere da parte grosse quantità di cose
[2] (la) soffitta: stanza compresa fra l’ultimo piano e il tetto di una casa.
[3] annusare: percepire un odore con il naso
[4] parecchio: molto
[5] non vedere l’ora di: essere impazienti
[6] assolato: esposto al sole, soleggiato
[7] (la) miriade: gran quantità
[8] (la) roba: insieme di oggetti
[9] in fine dei conti: tutto considerato
[10] alla rinfusa: a caso, senza ordine
[11] possedere: avere in possesso
[12] siccome: poiché, dato che
[13] rimandare: posticipare, ritardare, rinviare a un tempo futuro
[14] (la) sagra: festa popolare dedicata a un prodotto tipico
[15] enogastronomico: che riguarda vino e cibi
[16] (l’) imbarazzo della scelta: possibilità di scegliere fra tantissime opzioni
[17] (il) miele: sostanza dolce prodotta dalle api
[18] (il) fico d’india: frutto della pianta di cactus del genere Opunzia
[19] stimare: valutare approssimativamente

KOMMENTARE ANZEIGEN  

Francesca 02-11-2016 08:28
Che bello!
anche a Giada piace molto la neve. Qui non ha ancora nevicato, chissà....
Bello il colore del pelo di Nelli. Allora il suo pelo è fulvo e mogano (il legno pregiato).
un saluto dalla Svizzera!
Rauno 01-11-2016 10:08
Ciao Francesca,
sì abbiamo un pastore scozzese femminile. Lei si chiama Nelli e avrà sei anni in primavera. Il suo pelo è come l'avevano i cani dei film Lassie ma la tinta è un po' più scura.
Ma sai è possibile che venisse una nevicata durante la notte prossima! A Nelli piace la neve un sacco.
Saluti dalla Finlandia!

Rauno
Francesca 31-10-2016 21:13
Caro Rauno,
davvero, avete anche voi un collie? Che bello!
Ha il colore di Lassie? Allora ha un mantello fulvo. La mia collie invece è tricolore, cioè nera, bianca e marrone.
Quanti anni ha e come si chiama?
Rauno 31-10-2016 12:02
Buon pomeriggio Francesca,
ho una problemina che mi ha disturbato lungo.
Infatti abbiamo una collie veramente carina,
ma non sono sicuro come si dice corretto il colore in italiano. In finlandese diciamo che lei ha il colore "zibellino",
ma ho trovato il termine sabbia e bianco. Che espressione
è giusto?
Francesca 31-10-2016 09:41
Benvenuto Rauno!
Sono contenta che tu ascolti i podcast con piacere.
Buon divertimento!

Francesca
Rauno 29-10-2016 13:57
Ciao,
e grazie a iosa - queste podcast sono veramente buoni!
Ma che domanda difficile che hai fatto. Non posso scegliere perché entrambi sono importantissimi . Ma quando si può per esempio vedere il mare da lontano, l'unica possibilità è immaginare il profumo del mare del sale, anzi udire le onde... Credo che l'essere umano sia un complesso ma non può essere senza pensare dei cibi italiani; che profuma che aroma. I sapori diversi e delicati sono infatti sensazioni olfattivi!
Agnieszka 26-10-2016 11:18
Francesca
Ciao da Polonia!
Io imparo italiano da pochi messi, ma io piace i tuoi podcast perché capito molto :). Grazie per il tuo lavoro.
Walter 23-10-2016 18:21
Si dice che l'uomo è una creatura visiva, che si basa pesantemente su ciò che vede. Questo può venire da prima, dalla caccia. L'uomo vede un bellissimo cervo, una bella donna, ed è entusiasta.

Credo che qui la donna è più equilibrata, utilizza penso che i cinque sensi equivalente.
Charly 21-10-2016 17:55
Francesca

La tua domanda è una a rispondere difficilmente proprio per me – perché?

Normalmente annusarla una cosa è la mia preferita, ma con il mio olfatto limitato è divenuto un po’ più difficile.

Per esempio concernente il cibo….. per me essere in questa situazione é molto più importante di guardare la presentazione del piatto tanto che dopo annusare il suo contenuto. La risposta giusta per me è: L’importanza tra le due è divenuta uguale.