Al dente 98: Guardare o annusare, referendum e Langhe (4 novembre 2016)

Ciao, sono Francesca e vi parlo sul podcast “Al dente!” Oggi è il 4 novembre e prima di tutto desidero ringraziarvi per i vostri commenti e messaggi, anche su Instagram! Ed ecco i temi di oggi: cominceremo mettendo a confronto la vista e l’olfatto [1], cioè il senso degli occhi e quello del naso.
Poi vi parlerò del prossimo referendum che si terrà [2] fra un mese in Italia; per finire vi dirò qualcosa sul mio ultimo viaggio nelle Langhe, in Piemonte, e un paio di curiosità sui tartufi. Ma prima di lasciarvi all’ascolto, voglio farvi una nuova domanda, e cioè: se potete scegliere, preferite abitare in una città moderna o in una antica?
Aspetto con piacere le vostre risposte su podclub.ch.
E ora cominciamo… buon ascolto!

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Guardare o annusare [3]? Questo è il dilemma [4]. Scherzi a parte, qual è il senso prevalente nelle persone?
Secondo il filosofo greco Aristotele, la vista è il senso più importante. Attraverso lo sguardo possiamo comprendere i dettagli e i colori di un oggetto illuminato dalla luce.
E infatti è vero, la vista impegna [5] al 50% le capacità del nostro cervello. E poi, come si dice, gli occhi sono lo specchio dell’anima, ci dicono molto di una persona…
La vista è un ottimo strumento per capire, anche da lontano, se una cosa è pericolosa o meno [6], senza dover correre il pericolo di avvicinarci troppo.
Però gli occhi possono tradirci [7], confonderci [8]: siccome ci fidiamo [9] molto di quello che vediamo, possiamo essere ingannati da qualcosa che non è veramente quello che sembra.
Ma vediamo adesso l’olfatto, che è un senso molto soggettivo. Ci riporta a un mondo primitivo: pensate ad esempio che, come gli altri mammiferi, ci piace molto annusare i nostri bambini. Eh già, l’olfatto è legato al riconoscimento chimico… anche nell’amore.
20161104 I profumiUna volta ho sentito dire a una donna: “Potrei innamorarmi di un uomo non bello, ma mai di uno dall’odore sgradevole”. Eh sì, l’olfatto è il senso dell’istinto, ci collega alle emozioni e ai centri del piacere; ci fa innamorare senza sapere perché.
Il nostro corpo però non ha più gli odori naturali: noi li copriamo continuamente con saponi, creme, profumi vari. A volte anche troppo, per i miei gusti… Avete presente quando in una stanza entra una persona che ha fatto il bagno nel profumo?
Gli odori naturali in sé non sono cattivi: lo diventano per la presenza di certi batteri.
Ma una cosa è in contraddizione: da una parte noi cancelliamo il nostro odore personale, dall’altra i profumieri creano essenze con fiori e altri elementi vegetali… a cui spesso aggiungono delle essenze animali! Quali?
Beh, pensate al prezioso zibetto [10], un’essenza ricavata dalle secrezioni anali con cui questo animale marca il territorio. Oppure l’urina di topo fossile… o l’aroma di muschio di cervo, per non parlare della preziosa ambra grigia: una sostanza che si forma nello stomaco della balena [11], e che lei ogni tanto rigurgita [12]…
Eh, vedete? Grazie ai profumi torniamo ad essere un po’ animali, senza saperlo.
A proposito, lo sapete che siamo in grado di sentire 1000 miliardi di odori diversi? E possiamo ricordare con una precisione del 65% un odore che abbiamo sentito un anno prima? Guardate, che è tantissimo! Molto di più di quanto possiamo fare con la vista.
Gli animali, naturalmente, ci battono alla grande in questa abilità: nella classifica noi umani siamo al 13° posto, prima troviamo il cane, il cavallo… E il campione, guarda un po’, è l’elefante africano.
Già, i cani. Quando Giada era un cucciolo [13] e abbiamo deciso di prenderla, una settimana prima di consegnarcela l’allevatrice ci ha detto una cosa curiosa.
«Dovete darmi dei vestiti che avete portato a contatto con la pelle, che hanno il vostro odore.»
«Ah sì? E… perché?» ho domandato io.
«Li metterò nella cuccia dove dorme e così la piccola comincerà a familiarizzare con voi. Quando verrete a prenderla, conoscerà già un po’ i suoi nuovi padroni.»
E così è stato. Che tenerezza [14]… A proposito: il mio cane ha un odore buonissimo. Soprattutto le zampe [15]. Ogni tanto le annuso e sento i profumi dell’erba, rivedo le corse nei campi… insomma tutte le cose belle che abbiamo fatto insieme.

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Il prossimo 4 dicembre in Italia si terrà un importante referendum: si deciderà se fare delle modifiche alla Costituzione, in particolare per quanto riguarda il Parlamento. Il fronte del sì e quello del no sono quasi alla pari [16]; per il governo, che vuole la riforma, se vincesse il no, sarebbe un grosso smacco [17].
Questo è il 71° referendum dal 1946: infatti non sono molto frequenti come in Svizzera, dato che quella italiana non è una democrazia diretta.
I referendum possono essere di due tipi: ci sono quelli abrogativi (che cercano di abrogare, cioè annullare una legge presente, e sono stati la stragrande maggioranza) e quelli non abrogativi, come ad esempio il prossimo; questi fino ad oggi sono stati solo quattro.
Il primo referendum ha avuto luogo il 2 giugno 1946, l’anno seguente alla fine della seconda guerra mondiale. Il tema riguardava la scelta fra monarchia e repubblica. Il risultato fu a favore della repubblica con il 54,3% dei voti: per questo il 2 giugno in Italia è festa nazionale.
Altri referendum importanti sono stati quelli sul divorzio (1974), sull’abolizione dell’ergastolo [18], sull’aborto (entrambi del 1981), quello contro le centrali nucleari (1987). 28 dei 67 referendum di tipo abrogativo però non sono stati validi: infatti deve andare a votare il 50% +1 delle persone che hanno diritto di voto. Il referendum del 4 dicembre, invece, non ha bisogno di un minimo di votanti.
Ma… che cosa succederà dopo il voto?
Il nuovo Parlamento continuerà ad avere due Camere, quella dei Deputati e quella del Senato, come oggi? Oppure il Senato –se vince il sì- sarà ridotto da 315 a 100 membri e avrà meno competenze? Ma soprattutto: in caso di vittoria del no, l’attuale presidente del Consiglio resterà in carica o darà le dimissioni, come in un primo momento aveva promesso?
Mmh… lo sapremo presto.

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Castello di Grinzane CavourCari amici, a metà ottobre sono andata per qualche giorno in Piemonte, nella zona delle Langhe. Ho visitato molti borghi e castelli, a Grinzane Cavour, Barolo, Serravalle, Roddi, Prunetto… Per fortuna il tempo era bello, così ho potuto ammirare i colori caldi della campagna e dei vigneti. Eh già, terra di grandi vini: basta pensare a barbera, barolo, nebbiolo...
E terra del tartufo bianco, naturalmente. Ma purtroppo non era ancora la stagione adatta: bisogna infatti aspettare la metà di novembre per poterlo gustare… Dovete sapere che il tartufo è un fungo che cresce sottoterra; allora, per potersi diffondere, con il suo odore attira animali che scavano [19], lo portano fuori all'aria aperta e lo mangiano. Il suo profumo, infatti, è inconfondibile: un misto di aglio, fieno, miele, spezie e terra bagnata. I cercatori di tartufi in Piemonte si chiamano trifulau, e sono accompagnati dagli indispensabili [20] cani addestrati.
Durante la mia gita ho scoperto anche qualcosa di curioso: infatti a Roddi, un paesino delle Langhe, c'è addirittura l'Università dei cani da tartufo, una scuola di specializzazione fondata nel 1880!
Ma come vengono addestrati i cani da tartufo?
Antonio, un mio amico, mi ha detto che non è necessario che siano di una razza particolare; quando i cuccioli sono appena nati, l'allevatore mette sulle poppe [21] della mamma dell'olio di tartufo, in modo che i piccoli imparino ad amarne il profumo. Poi, a mano a mano che i piccoli cani crescono, gli allevatori fanno vari giochi con loro... tipo nascondere un tartufo e farlo cercare, e così via.
Dopo un anno il cane di Antonio ha cominciato a trovare davvero i tartufi nei boschi... Beato lui! Io invece questa volta ho dovuto accontentarmi dell'olio aromatizzato... Ma mi sono consolata con qualche buon bicchiere di vino, che qui nelle Langhe è davvero ottimo, in ogni stagione!

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Ed eccoci alla fine della puntata. Spero che vi siate divertiti e torniate qui, fra due settimane su www.podclub.ch o sulla app. Per migliorare il lessico, vi consiglio il nostro Trainer di vocaboli. E vi ricordo che su Instagram vi aspettano nuove foto, all’indirizzo #PodClubFrancesca e #aldente.
La prossima puntata vi parlerò dei vantaggi di vivere in una città moderna o antica. A proposito, scrivetemi!
Un saluto da Francesca e a presto!


[1] (l’) olfatto: il senso della percezione degli odori attraverso il naso
[2] tenersi: avere luogo
[3] annusare: sentire un odore con il naso
[4] (il) dilemma: problema di difficile soluzione
[5] impegnare: tenere impiegato, richiedere sforzo
[6] o meno: oppure no
[7] tradire: ingannare, far cadere in errore
[8] confondere: creare confusione
[9] fidarsi: credere, avere fiducia in qualcosa
[10] zibetto: piccolo mammifero che assomiglia all’orsetto lavatore
[11] (la) balena: enorme mammifero marino dal corpo di pesce
[12] rigurgitare: ritorno di piccole quantità di cibio in bocca
[13] (il) cucciolo: piccolo cane
[14] (la) tenerezza: dolcezza
[15] (la) zampa: piede di un animale
[16] alla pari: allo stesso livello
[17] (lo) smacco: delusione, sconfitta, fallimento
[18] (l’) ergastolo: carcerazione che dura tutta la vita
[19] scavare: formare un buco nel terreno togliendo la terra
[20] indispensabile: necessario, di cui non si può fare a meno
[21] (la) poppa: la mammella, da cui esce il latte

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Margot 02.12.2016 02-12-2016 18:47
Ciao cara Francesca,
è sempre un divertimento di leggere le puntate che hai scritto, - mille grazie!
Nella puntata nummero 98 hai scritto sui profumieri animali, l'urina di topo fossile. Mi dispiace, ma non ho trovato da nessuna parte da che animale si è tratta. Sarei molto contenda, Quando mi puoi dare una risposta. Mille grazie e tanti cordiali saluti
Margot!
Walter 14-11-2016 19:16
Ho abitato per quattro anni in una città moderna (Singapore). Ho apprezzato molto la vita frenetica. Ora però preferirei una città antica, a condizione che tutti i servizi funzionino. Ancora amerei vivere in campagna, tranquilla ma non noioso!
Charly 07-11-2016 15:35
Città moderna o antica?

Non mi piace molto da vivere in una città. Per visitare normalmente preferisco una città antica con tanta atmosfera e cachet e senza traffico.
Rauno 04-11-2016 14:27
Ciao Francesca,
La risposta è senz'altro una città antica.
La bellezza dei edifici vecchi e l'atmosfera serena sono affascinanti. Dall'altra parte una città moderna funziona meglio ma purtroppo l'ambiente nuovo spesso significa che si deve tollerare troppo traffico e l'aria inquinata.
Rauno