Dolce metà 4: Italianità "i de Schwiiz" e plurilinguismo (26 settembre 2008)


Elisa: Care amiche e cari amici della lingua italiana, rieccoci puntuali al quarto appuntamento con Dolce metà del 26 settembre 2008 in compagnia di Cesare e Elisa. Innanzitutto vi comunico che la nostra gatta sta molto meglio. Per il momento deve però stare ancora in casa. Potrà di nuovo uscire, dopo tre settimane di convalescenza [1], quando sarà in grado di reagire e muoversi rapidamente.


Cesare: Intanto, abbiamo dovuto mettere coperte e rivestimenti [2] su tutti i mobili, per evitare graffi [3] o danni peggiori.

Elisa: Cesare, per favore non vorrai ricominciare la discussione dell'ultima volta.
In questa puntata gli argomenti sono altri.

Cesare: Va bene, Elisa. Passiamo al programma previsto. Oggi cari ascoltatori vi parleremo di alcune feste italiane a cui abbiamo partecipato e della situazione della lingua italiana in Svizzera. Iniziamo con la festa dei 50 anni di Salvatore, un nostro amico pugliese arrivato in Svizzera quando aveva solo 5 anni. È stata innanzitutto l'occasione per rivedere tanta gente che incontriamo solo un paio di volte all'anno. A questo genere di festa poi la prima cosa che colpisce è la mescolanza linguistica dei presenti. Lo striscione [4] di benvenuto è solo un esempio: un italiano i de Schwiiz!

Elisa: Qui non esiste sud e nord. Gli italiani in emigrazione si ritrovano e solidarizzano senza prestare attenzione al paese d'origine [5]. È come se giocasse sempre la Nazionale di calcio. Siamo italiani all'estero. Punto.

Cesare: Quindi, come cercavo di dire prima, alla festa si sente parlare il pugliese, il siciliano, ma anche l'abruzzese, il trentino e il veneto. Oltre naturalmente allo svizzero tedesco. La festa si è pur sempre svolta nella periferia di Zurigo. Per me, queste occasioni erano particolari perché come ticinese (e quindi svizzero) mi parlavano subito in svizzero tedesco. Allora dovevo spiegare che anche con il passaporto rossocrociato [6] preferivo parlare l'italiano. Ora però...

Elisa: Sì, certo caro Cesare. Nel frattempo, poi, devo dire che con lo svizzero tedesco te la cavi abbastanza bene. La festa è stata bella anche per alcune scenette presentate dai vicini di casa svizzeri. Ecco le più divertenti: Salvatore che prima di assaggiare qualcosa lo passa alla moglie Giusi, chiedendo se può piacergli, - No, tesoro, questo non mangiarlo! Non ti piace -; la scena alla frontiera con vino, olio e formaggi vari nascosti dappertutto nella macchina. Oppure quando Salvatore vestito tutto elegante porta il sacchetto dei rifiuti [7] organici negli appositi contenitori della raccolta differenziata. L'immancabile karaoke con canzoni e testi di Celentano, Vasco Rossi e Battisti. Davvero molto divertente.

Cesare: Naturalmente, non ci sono state troppe scenette e scherzi sulle specialità culinarie degli italiani. Le ragioni sono chiare: quando si va a una festa italiana, l'ultima preoccupazione è la cucina. C'era di tutto e tutto era molto buono.

Elisa: E così Cesare - tanto per cambiare - la tua dieta la comincerai settimana prossima. Comunque, hai ragione. La cucina italiana è la migliore del mondo. Basta un piatto di spaghetti cotti al dente, una salsa di pomodori freschi e un buon bicchiere di vino e tutti sono contenti.

Cesare: Come per la Serata all'italiana organizzata lo scorso venerdì nel nostro quartiere. Anche questa ha avuto un grande successo. Un piatto di spaghetti e un film italiano. Questa la ricetta vincente. Vero Elisa? Eh sì, cari ascoltatori, quando c'è qualcosa da organizzare Elisa non si tira mai indietro e anche per questo avvenimento ha lavorato sodo.

Elisa: Mmh, sempre polemico oggi eh? Era la prima volta che si faceva qualcosa del genere e mi sembrava giusto dare una mano [8]. Tu intanto quando sei arrivato hai trovato subito tutto pronto.

Cesare: Oddio, subito tutto pronto... un certo ritardo "italiano" c'era.

Elisa: Beh sì, ma era dovuto al fatto che è arrivata molta più gente del previsto. Alcuni addirittura venti minuti prima dell'apertura. Ormai quella del ritardo italiano mi sembra un luogo comune [9] che non corrisponde più al vero. Che ne dite cari ascoltatori? La serata comunque è piaciuta - Cesare ha mangiato una porzione doppia - e Cinema paradiso è rimasto un classico anche a 20 anni di distanza.

Cesare: Il fatto speciale è che c'erano anche diversi svizzeri, con poche conoscenze dell'italiano. Insomma, basta proporre un piatto di pasta e un film ed ecco che la sala è piena e si pensa già alla prossima edizione. Anzi se qualche ascoltatore ha una proposta da fare circa il prossimo film da far vedere... può naturalmente lasciarci un messaggio.

Elisa: Certo che sei strano, Cesare. Prima mi critichi perché mi do da fare e poi cerchi già di organizzare la seconda edizione.

Cesare: Sono fatto così. Ci vuole un po' a convincermi poi però quando inizio a far qualcosa, vado fino in fondo. E poi i complimenti alla fine li hanno fatti anche a me che non c'entravo niente.

Elisa: I complimenti, certo. Quando organizzi qualcosa sono sempre il premio più bello. Ultimamente mi sembra che non ti siano mancati!!

Cesare: Alludi alla Giornata delle lingue?! Sì, è vero. Anche questa manifestazione è andata bene, e questa volta i complimenti erano giustificati. I lavori di preparazione sono stati lunghi e faticosi. In ogni caso, ho cercato anche di raccogliere delle critiche costruttive per poi ovviamente migliorare la prossima edizione. La Giornata delle lingue ha ribadito [10] l'importanza del plurilinguismo in Svizzera. Questo è considerato come una vera e propria ricchezza culturale del Paese. E poi - qualche giorno fa - anche il Consiglio federale in una presa di posizione ha sottolineato [11] l'importanza delle tre lingue ufficiali della Confederazione.

Elisa: Tutte belle parole. Occorre però anche qualcosa di concreto. Cosa si fa per sostenere e per ricordare che la Svizzera ha tre lingue nazionali?

Cesare: Ti ricordi l'ultima l'esposizione sulla famiglia al Museo nazionale? Il Museo presenta tutte le sue mostre anche in italiano. Sì, certo, non è tanto, ma perlomeno un primo passo. Comunque - cari ascoltatori - proprio al Museo nazionale ho notato che le tre lingue nazionali sono sempre presentate nel modo seguente: in alto il tedesco (dall'alto del suo 65 per cento di parlanti), al centro il francese (con il suo 20 per cento) e in basso l'italiano (per il 6 - 7 per cento della popolazione).  Se i germanofoni [12] guardano tutti dall'alto, gli italofoni [13] per leggere le spiegazioni devono guardare verso il basso, inchinarsi [14] al tedesco e al francese.

Elisa: Cesare, mi sembra che tu stia esagerando adesso. Invece di essere contento d'aver trovato tutto in italiano, perdi tempo a farti questi problemi. Dai!!!

Cesare: Era solo un modo come un altro per sdrammatizzare il problema e per concludere in tono scherzoso la puntata.

Elisa: Eh, sì. Il tempo vola e siamo già alla fine della quarta puntata di Dolce metà. Grazie dell'attenzione e non perdetevi la puntata del 10 ottobre 2008 perché, tra l'altro, vi consiglieremo qualche buona lettura. A presto quindi.

Elisa + Cesare: Ciao.




[1] convalescenza: periodo di recupero delle forze
[2] rivestimenti: materiale per proteggere un oggetto
[3] graffio: incisione, taglio prodotto con un'unghia
[4] striscione: poster o manifesti con scritte
[5] origine: paese in cui si è nati
[6] passaporto rossocrociato: passaporto svizzero
[7] rifiuti: ciò che si butta via, spazzatura
[8] dare una mano: aiutare
[9] luogo comune: cliché
[10] ribadire: dire una seconda volta
[11] sottolineare: mettere in evidenza
[12] germanofoni: persone che parlano tedesco
[13] italofoni: persone che parlano italiano
[14] inchinarsi: piegare il capo verso il basso, sottomettersi

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Bucher Nicole 14-12-2008 17:38
Ciao Ho dovuto ridere quando ho sentito quello con il vostro gatto e i mobili. Ho quattro gatti e conosco la problema... Mi dispiace, il mio italiano non è molto bene, ho studiato a scuola otto anni fa... Abbiam o avuto una ragazza di Napoli che ha vissuto con noi per 3 mesi. Era da Napoli e lei mi ha racontato che c'è una rivalità entro gli italiani dal nord e dal sud. Viveva fino 11 anni al nord e era difficile al inizio per lei perché non era accetata subito. Ma adesso si sente come una Napolitana anche se non parla Napoletan. Quando è ritornata a Italia era un po svizzera perché ha dovuto prendere il treno per andara a scuola, e essere puntuale. A me piace che abbiamo delle culture e lingue deverse. E interessante!!! Ciao Nicol e
Alessandra Berta 08-10-2008 18:06
Ciao ! Alla Giornata nazionale delle lingue si è parlato di trilinguismo in Svizzera? Mmh... Una volta mi è capitato di scrivere Ticino invece di Svizzera italiana e i colleghi di Poschiavo non erano contenti. Dai, a presto! Alessa ndra
Lang Cornelia 07-10-2008 22:40
Ciao Elisa e Cesare, Grazie per fare il podclub anche in Italiano. Mi sembra che ho dimenticato tante parole. E gia 24 anni fa che ho lavorato per un anno e mezzo in ticino. Dare un consiglio per buona lettura sarà una ottima idea. Grazie Corneli a