Licia domanda 6: Marco Aurelio, i barbari, la filosofia (12 novembre 2010)


Buongiorno a tutti e benvenuti alla nuova puntata del podcast "Licia domanda", oggi è il 12 novembre 2010. Io che vi parlo sono Saverio, il babbo di Licia. Lo sapete? Licia mi ha fatto una domanda delle sue... Mi ha chiesto: "Babbo, perché i barbari hanno distrutto l'impero romano?" E allora abbiamo parlato di questi barbari e anche di Marco Aurelio, l'imperatore filosofo. "Perché filosofo?" mi ha domandato Licia... Ma quante domande fai bambina mia!

Buon ascolto! E scriveteci i vostri commenti sul sito www.podclub.ch.


Licia: Babbo, perché si dice "tu sei proprio un vandalo!"

Saverio: Perché? Ti hanno detto così?

Licia: No, non a me. La maestra lo ha detto a Simone e Roberto perché hanno rotto una cosa nel bagno dei maschi a scuola. "Siete proprio dei vandali!" ha detto la maestra Gabriella.

Saverio: Ah, non lo ha detto a te... Non è una bella cosa. Essere un vandalo vuol dire essere violento e rompere le cose senza motivo, perché non se ne capisce l'importanza. Come i barbari [1]. Infatti i vandali erano un gruppo di barbari che entrarono nell'impero romano e fecero tanti tanti danni [2].

Licia: I barbari erano cattivi [3] come Simone e Roberto?

Saverio: Molto, molto di più! Ma dire cattivo non è la parola giusta. Diciamo che erano ignoranti.

Licia: Che vuol dire ignoranti?

Saverio: Vuol dire che non sapevano cosa facevano.

Licia: Come no, rompevano tutto!

Saverio: I barbari erano arrabbiati, è vero, ma il fatto è che non capivano come funzionava la vita dei romani. Sai, i romani avevano tutto: da mangiare, da bere, si divertivano, avevano le piscine con l'acqua calda, andavano a teatro e ascoltavano tanta musica. I barbari, invece, vivevano in case di legno ed erano poveri. E dicevano: "anche noi vogliamo essere come i romani!" Ma per essere così non era facile, bisognava conoscere tante informazioni, tante cose, bisognava accettare le idee dei romani, che a volte non erano proprio belle. I romani non erano contenti quando arrivavano grandi gruppi di barbari. Gli imperatori di Roma li mandavano via con i soldati e allora c'erano le guerre. E quando Roma non riusciva a vincere, i barbari entravano nell'impero, ed erano affamati e stanchi, e disperati, e cercavano di prendersi tutto quello che potevano.

Licia: E rompevano tutto.

Saverio: Eh già.

Licia: Una bambina a scuola si chiama Barbara, ma vuol dire che è cattiva?

Saverio: Ma no. All'inizio "barbaro" voleva dire straniero, una persona che parla un'altra lingua.

Licia: Quando sono venuti i barbari? Una volta o tante?

Saverio: Tante tante! I romani avevano una gran [4] paura dei barbari, perché erano più forti di loro, erano anche più alti.

Licia: Allora i romani hanno perso?

Saverio: No, perché i romani avevano coraggio e erano molto organizzati. E allora a volte vincevano i romani e a volte i barbari. E a volte sono stati i romani ad andare dagli altri, perché gli piacevano le terre dei barbari, erano ricche di boschi, di oro e si poteva fare l'agricoltura. I romani le volevano prendere per sé tutte queste cose. Poi un giorno i romani non hanno avuto più forze per continuare a conquistare nuovi territori e si fermarono su due grandi fiumi, il Reno e il Danubio.

Licia: E dove sono?

Saverio: Il Reno in Germania, in Svizzera e in Olanda, e il Danubio attraversa tutta l'Europa, in tanti posti. Per tanti anni gli imperatori romani hanno fatto un sacco di battaglie su questi fiumi. Anche Marco Aurelio [5], l'imperatore filosofo.

Licia: Perché filosofo?

Saverio: Perché di lavoro lui faceva l'imperatore e poi come passatempo [6] scriveva un libro di filosofia, dove faceva delle conversazioni con se stesso.

Licia: E che diceva?

Saverio: Eh, come tutti i filosofi si chiedeva cosa c'è che non va nella vita delle persone e si chiedeva quale poteva essere la soluzione per risolvere i problemi.

Licia: Ha trovato una soluzione?

Saverio: Forse una soluzione per lui sì.

Licia: E cosa ha pensato?

Saverio: Lui pensava che per essere felici bisognasse dimenticarsi dei sentimenti e delle emozioni, così è possibile concentrarsi sulle cose giuste e importanti della vita.

Licia: Che sarebbero?

Saverio: Per esempio amministrare la giustizia, guidare l'esercito, fare leggi importanti, costruire teatri e scuole, comportarsi bene e senza esagerazioni, e senza paure. Effettivamente, a volte capitano [7] delle decisioni difficili e bisogna essere molto molto attenti [8]. Bisogna restare calmi e non farsi prendere dalle emozioni. Marco Aurelio era imperatore di tutti i romani e doveva prendere decisioni difficili ogni giorno.

Licia: E poi cosa ha fatto Marco Aurelio?

Saverio: Ha fatto tante guerre purtroppo. E' stato tanto tempo lontano dall'Italia. E' andato a combattere in Germania contro i barbari, e suo fratello, che si chiamava Lucio, è andato in Asia, a combattere contro i persiani [9]. Poi un giorno Marco Aurelio si è ammalato e non è più tornato a Roma.

Licia: Tu l'hai letto il libro di Marco Aurelio?

Saverio: Eh no, non sono un grande lettore di filosofia.

Licia: E chi legge i libri di filosofia?

Saverio: In verità non sono tanti che leggono questi libri.

Licia: Allora, se un filosofo trova una soluzione per i problemi come si fa a dirla a tutti?

Saverio: Uh, che domanda difficile. Vieni, vieni in collo [10] al babbo Licia. Sai, la filosofia non è facile da leggere e da capire. Per esempio il libro di Marco Aurelio non tutti lo possono leggere, è difficile, e poi, figurati [11], è scritto in greco antico!

Licia: Eh, allora, come si fa!

Saverio: E poi... Come dire... A volte la soluzione dei problemi non tutti la cercano, non tutti la chiedono, perché con i problemi abbiamo imparato a convivere [12], è più facile accettare i nostri problemi che cercare di risolverli [13]. Tutti i babbi e le mamme hanno inventato una filosofia personale.

Licia: Anche te?

Saverio: Soprattutto io!

Licia: Ah, sei un filosofo come Marco Aurelio!

Saverio: Sì, sono un filosofo "liciano".

Licia: E' difficile?

Saverio: Un po', devo sempre inventarmi delle risposte nuove...




[1] barbari (sing. barbaro): nel mondo antico una persona o un popolo estraneo alla cultura greco-romana; più in generale, nell'antichità, le popolazioni dell'Europa del nord e dell'est
[2] danni (sing. danno): distruzione, rottura, problema materiale o morale
[3] cattivi (sing. cattivo): persona che fa del male, anche persona o cosa senza abilità, senza valore, difettoso
[4] gran: abbreviazione di "grande"
[5] Marc Aurelio: Cesare Marco Aurelio Antonino Augusto, Roma 121 - Vindobona (Vienna) 180
[6] passatempo: attività del tempo libero, hobby
[7] capitano (inf. capitare): arrivare in seguito a una coincidenza o un evento casuale; succedere
[8] attenti (sing. attento): usare molta attenzione nel fare determinate azioni
[9] persiani (sing. persiano): abitante dell'antica Persia (Iran)
[10] in collo: tenere una persona (adulta o un bambino) sulle gambe di un'altra
[11] figurati (inf. figurasi): immaginare; espressione per sottolineare una situazione complicata e difficile
[12] convivere: vivere insieme
[13] risolverli (inf. risolvere): trovare una soluzione, chiarire una situazione