Licia domanda 7: Giuseppe Garibaldi, la scelta del tempo, l'indipendenza (26 novembre 2010)


Buongiorno a tutti e benvenuti alla nuova puntata del podcast "Licia domanda", oggi è il 26 novembre 2010. Io sono Saverio, il padre di Licia. Mia figlia oggi ha fatto una scoperta interessante: tutte le città italiane hanno una via che si chiama Via Giuseppe Garibaldi. Ma chi era questo signore con la barba e la camicia rossa? Cosa ha fatto di tanto speciale? Volete saperlo anche voi? Siete curiosi come la piccola Licia? Allora ascoltate il podcast di oggi...

Buon ascolto! E scriveteci i vostri commenti sul sito www.podclub.ch.


Licia: Babbo, tu lo sapevi che in tutte le città c'è una via che si chiama Via Garibaldi [1]?

Saverio: E ci sarà anche qualche piazza!

Licia: Sì ma si chiamano tutte Garibaldi, lo ha detto la maestra Gaia, perché Garibaldi era il più famoso di tutti.

Saverio: Se lo dice la maestra Gaia allora ci credo. Ma la maestra ve lo ha detto chi era Garibaldi?

Licia: Sì.

Saverio: E chi era?

Licia: Era un signore con la barba e la camicia rossa. Abbiamo visto la foto.

Saverio: Brava, ma tu lo sai cosa ha fatto?

Licia: No.

Saverio: Non te l'ha detto la maestra cosa ha fatto?

Licia: No, ma ha detto che era famoso. Ma perché cosa ha fatto?

Saverio: Garibaldi è stato un grande personaggio [2] d'Italia perché era bravissimo a scegliere [3] il tempo.

Licia: Che vuol dire?

Saverio: Scegliere il tempo è un modo di dire per dire che qualcuno sa capire quando è il momento giusto di fare qualcosa.

Licia: E lui che momento ha scelto?

Saverio: Uh, tanti momenti. Sai, Garibaldi era un generale e comandava tanti soldati, e per lui era importantissimo scegliere il tempo giusto nelle battaglie, per non mettere in pericolo [4] i suoi uomini e per vincere la battaglia.

Licia: Ha vinto tante battaglie?

Saverio: Tante tante. In Europa e in America. Una volta in Italia ha vinto una guerra intera con un piccolo gruppo di soldati, con poche armi e poca esperienza, l'unica cosa che avevano era l'entusiasmo e la camicia rossa, come la foto che ti ha fatto vedere la maestra. Una volta ancora, in un'altra guerra, stava vincendo tutte le battaglie, però vinceva troppo e allora il comandante gli mandò una lettera per dire che doveva smettere [5].

Licia: Doveva perdere?

Saverio: In pratica sì. Strano vero? Allora Garibaldi mandò una lettera di risposta con una sola parola.

Licia: Che parola?

Saverio: "Obbedisco [6]", e si è ritirato. Se invece avesse continuato, chissà [7] quante battaglie avrebbe vinto ancora! A essere sincero le sue vittorie più importanti non sono state quelle nella guerra, ma quelle della sua vita normale.

Licia: Perché?

Saverio: Perché ha attraversato momenti molto difficili, lo hanno mandato via dall'Italia, ed è stato povero sai? Ma ha avuto pazienza, ha aspettato, e mentre aspettava lavorava in una fabbrica di candele [8] a New York. Aspettava il momento giusto per tornare in azione, e quando il momento è arrivato ha avuto successo!

Licia: Ma Garibaldi non ha mai perso nemmeno [9] una battaglia?

Saverio: Sì sì, ne ha perse alcune. Una volta è stato anche ferito [10] da quelli che dicevano di essere suoi amici... Era un bravo comandante, ma a volte trovava un esercito [11] più forte, o più grande, e aveva paura. Una volta ha detto davanti a un esercito molto più forte del suo: "qui si fa l'Italia o si muore", quel giorno aveva una paura grandissima.

Licia: Perché voleva fare l'Italia?

Saverio: Era il suo sogno, lui voleva fare l'Italia unita e indipendente, e libera. Oggi sembra una cosa senza valore, ma al tempo di Garibaldi l'indipendenza era un'idea magnifica! Essere liberi di decidere quello che si vuole senza condizionamenti, né dalle altre nazioni, né dalle persone troppo ricche e importanti. Per questo sogno Garibaldi ha speso [12] tutta la sua vita.

Licia: Alla fine ha realizzato il suo sogno?

Saverio: Solo una parte. E' vero l'Italia è stata unita, e lui ha dato un grandissimo aiuto, ma la nascita di questa nazione unita non è stata nel modo che voleva lui: era un'Italia senza coraggio, debole [13] con i nemici e con gli amici, senza idee. Quando è diventato vecchio ha iniziato a fare il politico, ma quella carriera non era adatta [14] a lui. Insomma, alla fine ha capito che era il momento giusto per fare una scelta importantissima.

Licia: Cosa?

Saverio: Uscire di scena.

Licia: Cioè?

Saverio: Sparire, non farsi più vedere. Lasciare l'esercito e la politica. Ha lasciato tutto ed è andato a vivere in una piccola isola in Sardegna. E secondo me ha scelto bene.

Licia: Perché?

Saverio: Perché il tempo delle guerre era finito e iniziava il tempo delle discussioni. E lui non era bravo in questo. Aveva scelto il momento giusto.

Licia: Babbo è difficile scegliere il momento giusto?

Saverio: Eh, Licia, è una delle cose più difficile del mondo.

Licia: Perché? Scusa fai così: prima aspetti e dopo decidi, no?

Saverio: Sì, hai proprio ragione, il problema viene quando ci sono tante cose da aspettare, e dici "se aspetto perdo questa occasione, ma se non aspetto perdo quell'altra." Per scegliere il momento giusto bisogna avere chiaro il nostro sogno e a volte non basta nemmeno questa chiarezza... Magari aspetti e per una coincidenza sfortunata le cose non vanno come vorresti.

Licia: Allora, come si fa?

Saverio: Per rispondere a questa domanda sono stati scritti tanti libri, sai? Ma se vuoi, ti posso dire cosa penso io.

Licia: Mh.

Saverio: Io penso che dobbiamo aspettare e scegliere bene, però prima di tutto bisogna fare quello che sentiamo dentro. Se vuoi fare una cosa, la vuoi fare tanto tanto, allora è meglio farla e basta, senza stare ad aspettare, perché se poi qualcosa va storto hai perso tempo ad aspettare e non hai fatto quello che desideravi.

Licia: Babbo.

Saverio: Dimmi.

Licia: La mamma dice che non devo ascoltare tutte le cose che dici e quando mi stanco devo parlare di un'altra cosa.

Saverio: Ah, senti senti, la mamma... Sei stanca?

Licia: Sì.

Saverio: Parliamo d'altro?

Licia: Va bene.

Saverio: Di che parliamo?

Licia: Tu lo sai chi sono le Winx [15]?

Saverio: Certo, sono delle ragazze che fanno delle cose ganzissime [16].

Licia: E come si chiamano?

Saverio: Ehm... Aurelia, Pia, Francesca, Matilde e Cleia.

Licia: Allora... I nomi sono tutti sbagliati, e poi le Winx sono sei, non sono cinque...




[1] Giuseppe Garibaldi: Nizza 1807 - Isola di Caprera 1882
[2] personaggio: persona importante di una storia
[3] scegliere: decidere fra due o più opzioni quella che si giudica migliore; preferire
[4] pericolo: situazione che può causare un grave danno
[5] smettere: interrompere, abbandonare
[6] obbedisco (inf. obbedire): seguire un ordine
[7] chissà: espressione di dubbio (nasce dall'unione del pronome "chi" con il verbo sapere alla terza persona "sa": chi può sapere)
[8] candele (sing. candela): cilindro di cera o altri materiali con un filo di cotone all'interno, si accende per fare luce
[9] nemmeno: neanche, neppure; negazione che elimina anche le quantità più piccole
[10] ferito (inf. ferire): colpire, toccare con violenza, provocare perdita di sangue e dolore (fisico o spirituale)
[11] esercito: l'insieme delle forze armate, specialmente di terra
[12] speso (inf. spendere): consumare, usare le forze e le energie; più in generale dare denaro in cambio di qualcosa
[13] debole: persona o cosa con poca forza
[14] adatta: persona o cosa con le capacità necessarie per fare una certa azione o un lavoro
[15] Winx Club: cartone animato realizzato dallo studio italiano Rainbow in onda dal 2004 in diversi paesi; protagoniste sono sei personaggi femminili: Bloom, Stella, Flora, Musa, Tecna e Aisha
[16] ganzissime (sing. ganzo): divertente, piacevole, bravo, simpatico