Profumo d'Italia 23: Travestimenti, teatro e smog (12 febbraio 2010)


Buongiorno a tutti cari ascoltatori e care ascoltatrici, io sono Emma e vi do il benvenuto anche oggi 12 febbraio a questa nuova puntata di Profumo d'Italia. Finalmente gennaio è finito e febbraio ha portato il sole e la luce oltre a molte feste allegre. Infatti, a febbraio si festeggia il carnevale, San Valentino, per chi ci crede, e poi io sono ancora più fortunata, perché festeggio anche il mio compleanno. Oggi parleremo brevemente del carnevale e di San Valentino. Poi vi racconterò dell'esperienza teatrale di mio figlio e finiremo questa puntata parlando di smog e d'inquinamento [1].


Innanzitutto vorrei iniziare questa puntata facendo gli auguri di San Valentino a tutte le persone che lo festeggiano. Cosa avete deciso di fare? Un bel fine settimana romantico? Una cenetta a lume di candela [2]? Qualunque cosa facciate, vi auguro di divertirvi. L'anno scorso ho parlato già di questa tradizione e quindi molti di voi sapranno che a me non interessa particolarmente questa ricorrenza [3]. Trovo che siano un po' esagerate tutte le iniziative che ci sono in giro per celebrare il proprio amore. Quest'anno San Valentino coincide quasi con il carnevale. Si potrebbe quasi festeggiarli insieme. Chissà una cena romantica vestiti da Romeo e Giulietta.

L'anno scorso vi avevo raccontato che avevo provato a cucire il vestito di carnevale di mia figlia. Poverina, invece di essere un elefante, sembrava un astronauta. Settimana scorsa mio figlio è arrivato a casa con l'annuncio di una festa in maschera [4] a scuola. Io, piena di buoni propositi, gli ho detto: "Non ti preoccupare. Dimmi chi ti piacerebbe essere ed io ti faccio il vestito". Nei suoi occhi ho visto un po' di perplessità [5] e mi ha detto: "Mamma, dai non ti preoccupare, me lo faccio prestare da qualcuno". Io ho insistito [6]: "Ma no, dai vedrai che facciamo qualcosa di originale". Lui ci ha pensato un po' e poi si è lasciato convincere. Abbiamo deciso che voleva essere un antico romano. Dentro di me mi sono detta che non poteva essere tanto difficile. Ho preso un vecchio lenzuolo bianco e ho provato a fare una toga romana [7]. Non ci crederete, ma non sono riuscita a fare nemmeno questo. Poverino sembrava un fantasma sfortunato, invece che un dignitoso nobile romano. Mi sono arresa [8]. Allora l'ho accompagnato in un negozio di vestiti di carnevale e gli ho fatto scegliere quello che più gli piaceva. Ha scelto il vestito da cowboy. Gli ho comprato un bel cappello, dei pantaloni e un gillet. La mattina quando si è vestito stava benissimo e quindi ho deciso che d'ora in poi non ci proverò più a cucire i vestiti di carnevale, li lascio fare a chi è capace.

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Lo scorso agosto la migliore amica di mio figlio ha iniziato un corso di teatro. Mio figlio, che di solito si lascia convincere e trascinare a fare tutto, ha detto che non gli interessava. A me e un po' spiaciuto perché penso che il teatro sia molto utile per sviluppare certe qualità. Ma non ho insistito. Ero contenta che non seguiva sempre tutto quello che fanno gli altri. Poi un giorno, verso ottobre, mio figlio era a casa della sua amica e lei doveva andare a teatro. Mio figlio ha deciso di accompagnarla ed è rimasto per tutta l'ora. Quando è tornato a casa, era deciso: "Mamma - mi ha detto - ti prego fammi fare teatro". Io, che credevo che fosse solo il capriccio del momento [9], gli ho chiesto se fosse veramente sicuro. Lui mi ha detto che gli piaceva moltissimo e che l'avrebbe fatto per tutto l'anno. Ha incominciato così a frequentare le lezioni di teatro regolarmente e vedevo che ogni volta che ritornava a casa era contento e soddisfatto. Poi un giorno, due settimane fa circa, proprio prima di uscire mi ha detto: "Mamma, non voglio più andare a teatro". Sono rimasta veramente sorpresa. Non me lo aspettavo. Gli ho chiesto allora il perché. Lui, serio serio, mi ha detto che non voleva e basta. Ho pensato che fosse successo qualcosa a teatro e quindi gli ho detto che per quella settimana sarebbe andato e che poi la prossima volta sarei andata io a parlare con la maestra. Così è passata un' altra settimana e il giorno prima di andare a teatro, mentre io stavo preparando la cena, lui ha incominciato a cantare e ballare la canzone dello spettacolo teatrale. Mi ha raccontato che lui era il principe e poi tutto a un tratto mi ha detto: "Mamma e poi io devo baciare la principessa. È una bambina grande, ha otto anni ed io non la voglio baciare." Ecco il vero motivo: non voleva andare più a teatro perché si vergognava di baciare un' altra bambina. Sono allora andata a parlare con la maestra e lei mi ha detto che assolutamente non glielo aveva detto lei. Nella sceneggiatura [10] non c'era nessun bacio. Mio figlio, leggendo sempre che nelle storie il principe bacia la principessa, aveva pensato che così doveva essere anche nella sua storia. La maestra gli ha spiegato allora che non c'era nessun bacio e così mio figlio adesso continua a frequentare le prove dello spettacolo. A me non resta che aspettare aprile per vedere lo spettacolo e chissà, magari avere qualche sorpresa.

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L'ultimo fine settimana di gennaio a Milano hanno bloccato il traffico per tutte le macchine a causa del troppo inquinamento. Infatti, in Italia, quando il tasso di polveri sottili [11] aumenta, i vari comuni decidono di bloccare la circolazione delle macchine. Ma vi sembra ragionevole bloccare la circolazione di domenica, quando le città sono comunque deserte? Non sarebbe più utile trovare delle strategie alternative per diminuire il traffico durante la settimana? Su un giornale ho letto che  da alcuni anni anche Zurigo aveva un problema enorme con l'inquinamento. La città ha deciso di investire nei mezzi pubblici [12] e rendere più conveniente sia a livello economico che come risparmio di tempo la circolazione con i mezzi pubblici. E qui funziona benissimo. Ma perché non potrebbe funzionare anche per Milano? Il motivo è semplice, basta leggere per chi è fatta eccezione al divieto di circolare. A parte medici e ambulanze, le persone che vanno allo stadio a vedere la partita di calcio e gli invitati ai matrimoni e battesimi. Ma vi sembra? Perché dei ragazzi giovani non possono prendere il tram per andare allo stadio alle due del pomeriggio per vedere la partita? Gli italiani, in generale, sono troppi abituati a muoversi con la macchina. Tutto questo è come un cane che si morde la coda [13]. Meno mezzi pubblici ci sono, più le persone usano la macchina; più le persone usano la macchina meno tram ci sono. Vedremo se le persone riusciranno a capire che questo problema prima o poi va risolto.

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Bene cari ascoltatori e care ascoltatrici anche per oggi abbiamo finito il tempo a nostra disposizione. Io vi do appuntamento fra due settimane. Parleremo del film "La dolce vita" di Fellini, visto che quest'anno si festeggia il suo cinquantesimo anniversario. Poi parleremo di lavoro e di disoccupazione. Se avete voglia di scrivermi, potete farlo all'indirizzo www.podclub.ch. Ciao e a presto


[1] inquinamento: quando l'aria è sporca
[2] a lume di candela: mangiare solo con la luce delle candele
[3] ricorrenza: data speciale in cui si celebra, si festeggia un evento
[4] festa in maschera: tutti gli invitati devono essere vestiti con una maschera
[5] perplessità: quando non si crede che qualcuno possa fare qualcosa
[6] insistito: continuare a fare o dire qualcosa
[7] toga romana: vestito degli antichi romani
[8] mi sono arresa: ho detto basta, ho smesso di provarci
[9] il capriccio del momento: la voglia di un solo momento
[10] sceneggiatura: scritto che comprende quello che il registra decide che gli attori devono fare
[11] tasso di polveri sottili: percentuali di sostanze velenose presenti nell'aria
[12] mezzi pubblici: tram, autobus e treni
[13] un cane che si morde la coda: un cane che continua a girare per prendersi la coda