Profumo d'Italia 24: Marcello Mastroianni, disoccupazione e ultima cena (26 febbraio 2010)


Buongiorno a tutti cari ascoltatori e care ascoltatrici, benvenuti anche oggi 26 febbraio a questa nuova puntata di Profumo d'Italia. Come state? Come avete passato queste due settimane? Io bene. Infatti, sono andata a sciare una settimana con la mia famiglia e poi ho festeggiato il mio compleanno con i miei amici. Ma veniamo a noi. Oggi parleremo del film "La dolce vita" che proprio nel febbraio del 1960 uscì per la prima volta al cinema. Poi parleremo di disoccupazione [1], un fenomeno che purtroppo non riguarda solo l'Italia, ma il mondo intero e finiremo questa puntata inaugurando una nuova rubrica sulle regioni d'Italia. Oggi parleremo della Lombardia e in particolare di Milano.


"La dolce vita" è uno dei film italiani più famosi all'estero. Il film, diretto da Federico Fellini, si divide in sette episodi che hanno come protagonista [2] Marcello Rubini, un giovane giornalista che si occupa di servizi scandalistici. I sette episodi, apparentemente slegati [3], hanno in comune lo sfondo: l'alta borghesia romana, che si distingue nella voglia di trasgressione [4]. L'episodio più celebre è il secondo, in cui accanto al giornalista, impersonato da Marcello Mastroianni, recita la bellissima Anita Ekberg, la quale ha il ruolo di Sylvia, una celebre attrice che visita la capitale, Roma. Marcello ha l'incarico [5] di portarla a spasso. Dopo essere stati in un celebre pub romano, i due passeggiano per le strade di Roma fino ad arrivare alla famosa fontana di Trevi. Lì Marcello dice a Sylvia di amarla. Sylvia, donna affascinante e sensuale, si sente lusingata [6] dai complimenti di Marcello. I due giovani protagonisti arrivano nell'albergo di Sylvia, dove ad aspettarli c'è il fidanzato di lei, che, geloso, colpisce Marcello con un bel pugno in faccia. Il film non ebbe un immediato successo e ci furono molte polemiche. Durante la prima proiezione a Milano, molte persone lasciarono la sala prima della fine del film e una donna sputò [7] in faccia al regista Fellini, presente in sala insieme a Marcello Mastroianni. Dopo quella serata si diffuse la voce che la pellicola sarebbe stata ritirata, ma non fu così. Il film non piaceva perché metteva in luce [8] i vizi della borghesia e questo non andava bene a gran parte del paese ancora tradizionalista e conformista. La società che veniva rappresentata era deforme e depravata [9]. Il film, comunque, ebbe successo e vinse numerosissimi premi, tra cui la palma d'oro di Cannes. Curioso però sapere che in Spagna venne vietato dal regime franchista e in Italia, nel 1976, quando venne trasmesso per la prima volta in televisione, vennero eliminate alcune scene di nudo, perché considerate troppo osé. Voi l'avete visto? Secondo voi rappresenta alcuni stereotipi che avete sull'Italia?

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La disoccupazione è un problema di cui nell'ultimo periodo si parla molto. Purtroppo il tasso di disoccupazione negli ultimi mesi sta aumentando e sta raggiungendo livelli preoccupanti. I giovani sembrano essere i più colpiti dalla disoccupazione. In Italia, un paese in cui da sempre si cerca di risolvere i problemi anche in maniera creativa, alcuni supermercati hanno inventato una lotteria speciale. I partecipanti comprano un numero. Il numero che verrà estratto vince il primo premio: un posto di lavoro. Sì, proprio così, il premio non è un oggetto, come un' automobile o un set di pentole, ma un posto di lavoro per il supermercato che ha fatto la lotteria. Insomma, in tempi duri, gli italiani provano in tutti i modi a combattere la disoccupazione. Un altro fenomeno legato all'alto tasso di disoccupazione è la fuga dei cervelli [10]. La fuga di cervelli avviene quando i giovani finiscono il loro percorso universitario, terminando sia la laurea che il dottorato, e non trovando lavoro decidono di provare all'estero. Succede molto spesso in Italia che i giovani non riescano a trovare un lavoro dopo la laurea e quindi decidono di continuare a studiare. Infatti, a volte lo studio è l'unica possibilità. Ma poi arrivano ad avere il titolo più alto: il dottorato. Ma neanche così riescono a trovare un lavoro. L'unica possibilità che rimane loro è quella di provare a vedere se riescono a trovare un lavoro o in un'università straniera oppure in un'azienda internazionale con sede all'estero. Ma trovo che sia veramente un peccato che molti giovani in gamba [11] abbandonino l'Italia e se ne vadano via non per scelta, ma per necessità.

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Oggi iniziamo una nuova rubrica di Profumo d'Italia. In ogni puntata vi presenterò una regione italiana, mettendo in evidenza un personaggio famoso, un piatto tipico o una tradizione di quella regione. Cosa ne pensate? Credo che sia un modo simpatico per conoscere meglio l'Italia. Oggi vorrei iniziare a parlare della Lombardia, la regione in cui sono nata e cresciuta. Milano è il capoluogo [12] della Lombardia, ma non è l'unica città importante della regione. Infatti, altre città sono Pavia, Monza, Mantova, Bergamo, Brescia e Varese. Oggi parleremo di Milano, in particolare di un suo piatto tipico e di una famosa opera d'arte che si trova a Milano: l'ultima cena di Leonardo da Vinci.

Iniziamo proprio parlando di questo quadro. L'avete mai visto? Vi piace? A me piace moltissimo e sono andata a vederlo numerose volte visto che si trova proprio a Milano, nel refettorio [13] di Santa Maria delle Grazie. Trovo che il quadro sia molto bello, ma quello che più mi affascina è il luogo e il fatto che sia l'unica opera presente nella sala. Infatti, prima di entrare nella sala del dipinto, che era il refettorio dei frati, si viene chiusi in una piccola stanza a vetri e dall'alto esce una sostanza che uccide i germi presenti sui vestiti che potrebbero danneggiare il quadro. Poi dodici alla volta, più o meno, ma il numero ricorda quello degli apostoli si entra in questa sala deserta in cui sulla parete di fondo si vede Gesù e i suoi dodici Apostoli durante l'ultima cena. Dovete sapere che quest'opera mi ricorda il giorno del mio matrimonio. Infatti, mio marito non aveva mai visto l'ultima cena dal vivo e così gli ho detto: "Mi devi promettere che andrai a vedere il quadro prima di sposarmi". Mio marito me l' ha promesso, ma naturalmente le cose da fare prima di un matrimonio sono moltissime e così i giorni passavano e lui non era andato ancora a vedere il dipinto. Io lo prendevo in giro e gli dicevo: "Ricordati che se non vedi il quadro, non ti sposo". Io naturalmente scherzavo. Ma lui no. Allora il giorno prima del matrimonio, dopo essere andato a prendere tutti i suoi genitori e le sue sorelle all' aeroporto, sono andati tutti insiemi a vederlo. Io ero molto contenta che avesse mantenuto la promessa e inoltre per me era importante che conoscesse la cultura italiana. Ancora oggi, dopo dieci anni di matrimonio, quando qualcuno ci chiede se abbiamo una canzone speciale noi ridiamo e diciamo che abbiamo un dipinto speciale. 

Ma adesso parliamo di ricette milanesi. Il piatto tipico è il risotto giallo con gli ossibuchi [14]. Ieri ho telefonato alla mia mamma per chiederle la ricetta, visto che gli ossibuchi sono la sua specialità. Ecco la ricetta della mia mamma. Ingredienti: 4 ossibuchi tagliati alti, 50 gr. di burro, un pizzico di prezzemolo, vino bianco o brodo, farina bianca, mezzo limone, aglio, sale e pepe.
In un largo tegame [15] fate soffriggere il burro con mezzo spicchio di aglio; infarinate gli ossibuchi e rosolateli nel burro, lasciandoli colorire da entrambe le parti. Cuoceteli a fuoco basso senza coperchio, bagnandoli di tanto in tanto con qualche cucchiaiata di vino bianco, o di brodo, o d'acqua. Voltate ogni tanto la carne, salandola e pepandola a proprio piacere. Tritate il prezzemolo insieme a mezzo spicchio d'aglio e alla sottile scorza [16] del limone. Circa 10 minuti prima di levare la pentola dal fuoco cospargete [17] gli ossibuchi con prezzemolo preparato. Questo piatto può essere accompagnato da un buon "risotto alla milanese". Vi assicuro che sono buonissimi. Potete provare a farli e poi mi dite.

Finisco questa rubrica aggiungendo una piccola curiosità linguistica. Molto spesso gli abitanti del nord, specialmente quelli della Lombardia e del Veneto, sono chiamati dagli abitanti del Sud "polentoni". Il termine vuole dire mangiatori di polenta, perché la polenta era considerata un piatto settentrionale, ma nell'uso adesso questo termine sta a indicare una persona lenta e impacciata.

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Bene miei cari ascoltatori e mie care ascoltatrici, anche per oggi abbiamo finito. Io vi do appuntamento alla prossima puntata di Profumo d'Italia in cui presenteremo un'altra regione italiana: la Puglia. Poi parleremo di ospedali e sanità. Io, come al solito, vi do appuntamento sul sito www.podclub.ch se volete scrivermi i vostri commenti. Ciao e a presto.




[1] disoccupazione: quando non c'è lavoro
[2] protagonista: attore principale
[3] slegati: in questo contesto vuole dire che non seguono una storia comune, ma sono indipendenti l'uno dall'altro
[4] trasgressione: rompere le regole e gli schemi fissi della società; fare quello che non è permesso o che le persone non pensano che sia bene fare
[5] incarico: compito, dovere
[6] lusingata: sentirsi bene
[7] sputò: fare uscire con forza della saliva dalla bocca
[8] metteva in luce: mettere in evidenza, evidenziare
[9] deforme e depravata: queste due parole vennero usata da un giornalista, il quale voleva dire che la società non aveva più una struttura (senza forma, deforme) e non aveva più una morale comune (depravata)
[10] fuga di cervelli: andare in un altro paese a lavorare da parte di persone intelligenti e preparate
[11] in gamba: essere capaci di fare
[12] capoluogo: città principlae di ogni regione
[13] refettorio: luogo dove i frati mangiano tutti insieme
[14] ossobuco: stinco di vitello, di cui si mangia la parte attrono all'osso
[15] tegame: pentola usata per cucinare, bassa e larga
[16] scorza: buccia del limone
[17] cospargete: coprire con uno strato sottile

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Stefano 09-03-2010 15:21
Ho visto il film "La Dolce Vita" in 1960. A quel tempo c'erano molti bravissimi registri italiani come Antonioni, Pasolini, De Sica, Visconti ecc. Era veramente l'età dell'ora della cinema italiano. Anche famoso nel film La Dolce Vita era il fotografo con Marcello, chi si chiamato Paparazzo...
burle 07-03-2010 11:58
brava