Tempo di caffè 27: Controllo alla dogana, pennichella e ascensore (4 maggio 2012)


Buongiorno a tutti care ascoltatrici e cari ascoltatori. Io sono Laura e anche oggi 4 maggio vi do un caldo benvenuto a questa nuova puntata di Tempo di Caffè. Oggi vorrei iniziare raccontandovi di un controllo alla dogana che mi ha agitata moltissimo, proseguiremo parlando di riposo durante l'orario di lavoro e infine concluderemo con la Signora Vinciguerra, rimasta intrappolata col nipote nell'ascensore del suo palazzo. Buon ascolto.



Due settimane fa sono partita da Zurigo con la macchina piena di vestiti e cianfrusaglie [1] che volevo riportare a Milano. Ero stanchissima per questo trasporto ed ero anche in ritardo, perché erano già le 14,00 e alle 18,00 dovevo essere dal dentista. Arrivata alla dogana vedo due poliziotti che mi osservano attentamente. Uno di loro mi fa segno [2] di fermarmi ed io comincio subito ad agitarmi e a pensare:
-"Accidenti, perché proprio me, ho la faccia da criminale? Saranno le mie occhiaie [3]. O forse no, è la macchina. Lo sapevo io che dovevo pulirla!"
Nel frattempo quello dei due che sembra il capo mi dice:
-"Signora, lei trasporta droghe?"
-"Assolutamente no!"
-"Bene, parcheggi e mi mostri i suoi documenti."
Poi sempre quel poliziotto comincia a bombardarmi di domande:
-"Da dove viene? Dove vive? Che lavoro fa? Esca dalla macchina e tiri fuori tutte le valigie e gli oggetti personali."

Immaginate il mio umore quando ho dovuto svuotare la macchina da sola con i due gendarmi che mi guardavano e che non facevano il minimo cenno [4] di aiutarmi. Hanno anche fatto annusare più volte ad un cane antidroga tutte le mie valige e l'interno e l'esterno della macchina. Intanto io pensavo: "Mi apriranno tutti i bagagli. La mia biancheria intima... che vergogna!" E poi con terrore: "O Dio! E se ieri notte qualcuno è entrato nella mia macchina e ci ha messo 20 chili di droga? Passerò gli ultimi anni della mia giovinezza in prigione!"
Naturalmente non hanno trovato niente, ma i due poliziotti continuavano a guardarmi con aria sospetta.
-"Signora, lei ha bevuto delle bevande alcoliche?"
-"No"-, ho risposto io. Ma ero un po' angosciata perché a dire il vero la sera prima avevo bevuto due bicchierini di vino insieme ad un'amica. Ci mancava solo che mi ritirassero la patente... Ma mi hanno creduta e non mi hanno fatto il test. Nel frattempo avevano portato la mia macchina in un garage, dove due meccanici/poliziotti stavano perquisendo [5] e smontando tutto: cruscotto, ruote, motore, portiere... Avevano anche sollevato l'auto per controllarla di sotto. Non ci potevo credere. Mi sembrava di essere all'interno di un film di James Bond.

Ma la cosa più surreale è stata che alla fine il poliziotto capo, dopo avermi perquisita, riempita di domande, fatta sentire quasi una criminale, come se nulla fosse mi ha aiutata a caricare la macchina e mi ha ringraziata per la "gentile collaborazione".
-"Prego."- Ho risposto io stupita. E dopo un po' ero anche tornata tranquilla e serena. Peccato che tre ore dopo ero seduta sulla poltrona del dentista, con la bocca spalancata [6], di nuovo piena di terrore.

***

E adesso cambiando argomento, vorrei parlare di riposo durante l'orario di lavoro. Ho letto che da poco tempo anche in Italia alcune aziende si stanno attrezzando di stanze per il relax, per permettere ai dipendenti un sonnellino [7] durante la pausa pranzo. Ormai molti studi hanno dimostrato che un riposo pomeridiano di 20-30 minuti, la famosa siesta, può aumentare di molto il rendimento sul lavoro. Una ricerca dell'Università di Berkeley del 2010 sostiene addirittura che dormire 90 minuti aumenta considerevolmente la capacità di apprendimento, rinforzando la memoria a breve termine. Io sinceramente sono un po' perplessa sull'utilità della pennicchella [8], perché quando dormo di pomeriggio, anche solo per un quarto d'ora, mi sveglio sempre di pessimo umore e faccio molta fatica a riprendere la concentrazione. Il più delle volte poi rimango intontita [9] per un bel pezzo, anche se non rischio disastri come ha fatto invece quel pilota dell'Air Canada l'anno scorso, sul volo Toronto-Zurigo. Questo pilota aveva dormito più del tempo consentito (75 minuti, anziché 40) e al risveglio era talmente intorpidito [10] dal sonno, che aveva creduto che il pianeta Venere fosse un altro aereo che gli andava contro. Per evitarlo era sceso in picchiata [11] di 400 piedi in pochi secondi, gettando con violenza fuori dai sedili tutti quei passeggeri che non avevano la cintura di sicurezza. Sette di loro sono anche finiti all'ospedale! Comunque a me 90 minuti di sonno, come dice lo studio di Berkeley, sembrano davvero tanti! Chi ha a disposizione tutto questo tempo? La pausa pranzo in molte aziende dura un'ora e quindi se ti metti a dormire devi per forza rinunciare al pranzo. Dove dormire poi? Sulla scrivania o in un angolo nascosto del corridoio? Con gli altri che ti guardano male e che pensano che tu sia un fannullone [12]? Perché in Italia sono ancora pochissime le aziende che hanno le stanze per il relax. Non siamo mica negli Stati Uniti o in Giappone! Là le stanze per il riposo sono molto diffuse. Bisogna solo avere la fortuna di trovare una poltrona vicino ad un collega che non russa. Altrimenti il riposo potrebbe trasformarsi in un vero inferno. E addio maggior rendimento...

***

E adesso concludiamo con la Signora Vinciguerra. A volte è molto meglio rimanere bloccati nell'ascensore, piuttosto che liberi di fuori e adesso vi spiego anche il perché.
Arrivo a Milano dopo aver subito un fantascientifico controllo alla dogana, col viso tutto gonfio e dolorante per essere stata dal dentista. Entro finalmente nel mio appartamento, appoggio [13] le valige a terra e mi sdraio sul divano ad occhi chiusi. Dopo un po' però sento provenire delle strane voci dalla tromba delle scale. Incuriosita apro la porta per controllare cosa sta succedendo. E' la Signora Vinciguerra. E' rimasta chiusa in ascensore col nipotino di quattro anni. Per fortuna è uno di quegli ascensori antichi, con le porte apribili.
 -"Stia tranquilla Signora, adesso chiamo i soccorsi [14]."
-"Bravissima. Però c'è un'urgenza. Mio nipote ha sete."
-"Come faccio a dargli un bicchiere se la porta dell'ascensore è bloccata?"
-"Semplice. Lei terrà in mano il bicchiere e ci metterà dentro due cannucce [15] unite insieme. Poi farà passare la punta della cannuccia tra le maglie [16] dell'ascensore e vedrà che così mio nipote riuscirà a bere."
In effetti il piano della Signora funziona a meraviglia.
-"Povero il mio nipotino...Adesso ha anche fame. Lo vedo proprio pallido."
-"Gli porto dei biscotti."- Dico io.
-"Biscotti?" La Signora Vinciguerra mi guarda malissimo. "Altro che biscotti! Per un bambino di quattro anni ci vuole la pasta!"
Mi ritrovo così a cucinare in tutta fretta degli spaghetti al pomodoro e glieli passo usando lo stesso metodo di prima. Gli do anche della frutta frullata. Poi porto dei giochi e faccio vedere dei cartoni animati al bambino. Gioco anche a carte con la Signora Vinciguerra, perché lo sapete: dopo un po' lei si annoia a morte e diventa insopportabile. Per farla breve: dopo un paio d'ore, quando arrivano i tecnici, la Signora Vinciguerra e suo nipote sono persino divertiti per l'insolita serata. Io invece sono distrutta. Non ci potevo rimanere io chiusa nell'ascensore? Se non altro mi sarei un po' riposata. Dopo una giornata così...

***

Bene, care ascoltatrici e cari ascoltatori, siamo arrivati alla fine di questa puntata. Ci risentiamo il 21 maggio sul sito www.podclub.ch. Vi parlerò ancora una volta di diete (lo sapete, sono fissata), proseguiremo parlando del figlio segreto di un'importante donna italiana e infine concluderemo con le avventure della mia vicina di casa, la Signora Vinciguerra. Ciao e a presto.




[1] cianfrusaglie: oggetti di poco valore
[2] mi fa segno: mi indica
[3] occhiaie: cerchi scuri che si formano sotto gli occhi in segno di stanchezza
[4] cenno: segno
[5] perquisendo: ispezionando
[6] spalancata: completamente aperta
[7] sonnellino: sonno breve, specialmente quello che si fa durante il pomeriggio
[8] pennichella: siesta, sonnellino
[9] intontita: confusa, smarrita
[10] intorpidito: intontito, addormentato
[11] in picchiata: rapidamente e con forte inclinazione
[12] fannullone: persona che non ha voglia di lavorare
[13] appoggio: metto a terra
[14] soccorsi: aiuto
[15] cannucce: tubicini in plastica per bere le bibite
[16] maglie: aperture